I migliori vini di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta con Luca Maroni a Torino

Nell’aristocratica e sabauda Torino, prima capitale d’Italia, capitale dell’arte, del gusto, dell’eccellenza italiana, dal 4 al 6 maggio 2018 torna la manifestazione dedicata al mondo del vino firmata da una delle più autorevoli firme dell’enologia italiana: I migliori vini italiani di Luca Maroni. Nel salone delle feste dell’Hotel Principi di Piemonte, in via Pietro Gobetti, protagonisti saranno i produttori, presenti le più importanti aziende vitivinicole italiane e del Piemonte, della Liguria e della Valle D’Aosta, che porteranno all’assaggio del pubblico l’eccellenza della loro più recente produzione: 150 le etichette in degustazione, oltre 30 le Cantine aderenti, 60 gli espositori, centinaia le bottiglie che verranno aperte ed innumerevoli i calici che si serviranno. La manifestazione è aperta al pubblico, con tre giorni di degustazioni non stop e l’avvicendarsi di laboratori sensoriali dedicati al vino ed ai prodotti del territorio della Tuscia che, con le Chicche della Tuscia, porta il sapore del Viterbese a Torino. Nel prezzo dell’ingresso sono compresi gli assaggi dei vini, il bicchiere e la partecipazione a tutte le degustazioni guidate dallo stesso Luca Maroni, previa prenotazione. Guest star d’eccellenza è lo chef stellato Marcello Trentin del ristorante Magorabin di Torino che è stato invitato da Luca Maroni a giocare insieme tra sensi e gusto a tutto tondo nelle degustazioni polimateriche alle 21 di venerdì 4 maggio e alle 19 di sabato 5 maggio.

 

Le Degustazioni polimateriche daranno luogo ad un vero e proprio spettacolo sensoriale che coinvolgerà tutti i presenti. Sarà un’esperienza gustativa inedita, che spingerà ancora più avanti il coinvolgimento del partecipante alle degustazioni che si troverà al centro di un insieme di sensazioni che coinvolgeranno tutti i sensi. La degustazione sarà guidata da Luca Maroni con la complice partecipazione dello chef stellato Marcello Trentini del ristorante Magorabin di Torino che preparerà per l’occasione alcuni suoi piatto ispirati ai profumi: le “tagliatelle al tartufo”, i “tacos di cervo” e  “melone cacio e pepe”.

Marcello Trentini, classe 1971, arriva alla cucina per pura passione, studiava cinema ed amava i viaggi, ma dopo il diploma ha ceduto alla propria passione ed ha fatto la gavetta in molti ristoranti di Torino, e poi ha cominciato a viaggiare per fare altrettanto in giro per il mondo. La sua cucina oggi è infatti il risultato di tante esperienze e tante influenze che si manifestano nella sua costante voglia di sperimentare e scoprire tutto ciò che di nuovo può esserci in gastronomia, che si traduce in scelte precise con una cura maniacale dei particolari. Chef e patron del Magorabin di Torino ha scelto il nome del suo locale ispirandosi a una parola dell’idioma albanese che indica un personaggio strano, un po’ scomodo. Il locale si trova a pochi passi dalla Mole, di se stesso dice: “Leggo molto, studio molto, viaggio molto, mi evolvo molto”. Insomma, promette scintille nei piatti che presenterà: infatti appena venuto a conoscenza dell’iniziativa ha aderito con slancio, anche lui preso dall’importanza del frutto nel vino come pure del rispetto dei prodotti nell’arte del cucinare.

 

Durante la degustazione polimaterica, saranno saggiati, valutati e scoperti i riflessi odorosi ed i rispettivi sentori profumati di vini, essenze e cibo, per la prima volta degustati in comparazione l’uno con l’altro, mettendo in movimento tutti i sensi. Ogni bicchiere di vino verrà degustato seguendo le indicazioni proposte da Luca Maroni che condurrà la serata, ad ogni bicchiere verranno affiancate le essenze odorose prodotte dall’ICR Cosmetics della famiglia Martone: essi, insieme al “naso” (in puro gergo profumiere) dei vini, formeranno nell’apparato olfattivo dei presenti un meraviglioso continuum di profumi e sensazioni tattili e gustative (i profumi verranno odorati per conoscerne l’essenza, poi verranno assaggiati i vini ove ritrovarne il sentore, ed a completare il percorso ci sarà l’assaggio di un piatto dello chef Marcello Trentin ove ritrovarne il gusto).  

 

L’altro progetto realizzato è sempre inerente la Sperimentazione polisensoriale che ha condotto Luca Maroni a realizzare il primo “Annuario delle Migliori Poesie Mondiali”, ovvero ad applicare il suo metodo di analisi alla poesia per regalare all’uomo un percorso che lo renderà migliore: “Niente può donare e giovare di più – all’animo umano – dice il critico – che un suo avvolgersi e compenetrarsi alla più alta espressione dell’umana poesia. Solo così l’anima troverà in sé stessa, l’individuo nel suo spirito, ciò che lo renderà migliore…”.  Luca Maroni ha infatti selezionato ben 999 opere di 182 artisti provenienti da 34 nazioni, privilegiando quelle “capaci di muovere il cuore anche con un verso solo”.

I MIGLIORI VINI ITALIANI a Torino – PROGRAMMA

La tre giorni dedicata al vino si aprirà venerdì 4 Maggio, alle 20.00 con la Premiazione da parte di Luca Maroni dei migliori produttori delle Regioni Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta, inseriti nella XXV edizione dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani 2018.

L’uscita dell’Annuario è stata presentata di recente alla manifestazione nazionale svoltasi a Roma a Febbraio.  Novità di quest’anno: al tomo principale, si affiancherà una piccola versione “bignami” che ci permetterà il lusso di trovare sempre il vino giusto al momento giusto: I MIGLIORI DEI MIGLIORI VINI ITALIANI DI LUCA MARONI, nuovo MUST HAVE DI STAGIONE, colorato e dalla brochure preziosa, così piccolo da portare in tasca e di facilissima consultazione, essendo tutto concepito con un impianto visuale, riportando l’immagine dell’etichetta di ogni vino inserito.

Come protagonisti della guida, come grandi pasionari che hanno dedicato la loro vita alla produzione, Luca Maroni pone i produttori vitivinicoli, indomiti e pronti a confrontarsi ogni giorno con ogni difficoltà immaginabile e non, e li premierà raccontandone le unicità.

Alle 21.00 si apriranno, poi, le porte al pubblico e cominceranno le degustazioni e le attività fino alla mezzanotte con l’appuntamento imperdibile alle 21.00 della DEGUSTAZIONE POLIMATERICA che si ripeterà alle 19.00 di sabato 5 Maggio.

Nei giorni di sabato e domenica tutto avrà inizio nel pomeriggio così da avere a disposizione calma e relax per compiere questo viaggio nel gusto che si chiuderà a tarda notte!

I SAPORI DELLA TUSCIA A TORINO

LE CHICCHE TUSCIA è un format che vuole promuovere il territorio della Tuscia al di fuori dei suoi confini. Il suo cuore sono un gruppo di imprenditori che lavorano con passione e professionalità nel settore agro-alimentare, artigianale e turistico. Il fine è alimentare lo spirito collaborativo e creare sinergie che contribuiscano allo sviluppo sostenibile ed al benessere economico e sociale del territorio della Tuscia. Per il pubblico rappresenta un’occasione per incontrare le eccellenze degli Artigiani di questo territorio e stringere loro la mano, percepire direttamente da loro la cura, la passione e il saper fare con cui realizzano le proprie eccellenze. La Tuscia possiede una fenomenale bellezza ma è molto poco conosciuta al Nord Italia: per questo, verranno realizzati alcuni laboratori per farne conoscere bontà e sapori. Sabato 5 alle 20:30 ci sarà un laboratorio sull’olio extravergine d’oliva viterbese, dal titolo “Liscio come l’olio” in cui di sarà una degustazione di olii prodotti appunto nel viterbese. Domenica 6 alle 19:30 sarà la volta di “il coregone si nasconde nel bosco”, una degustazione di coregone viterbese accompagnato dai lamponi dei monti cimini.  In ogni occasione interverranno i produttori, che racconteranno i prodotti utilizzati e le metodologie di coltivazione.

CHI È LUCA MARONI

Luca Maroni è un romano che ama le sue origini i cui toni vibranti si affacciano, nel momento scherzoso, nel suo coltissimo eloquio. È un ex astemio, divenuto per “pura volontà” (come lui stesso ama raccontare) degustatore di oltre 300.000 vini, per i quali si impose, quasi 3 decenni fa, di trovare un metodo oggettivo per comprendere il vino, i suoi profumi, la sua integrità, il suo equilibrio. Entrare in contatto razionale con la sua piacevolezza, arrivando a distinguere l’anima del frutto che lo ha prodotto, è il punto d’arrivo di un’analisi che può sembrare complessa e che invece è semplice e rigorosa. Il modo di raccontare la sua avventura, ancora in essere oggi, è pieno di passione e sensualità: il vino è vivente e ascoltarlo mentre ne parla è come arrampicarsi su colline sinuose, apprezzando la mineralità della terra, il profumo dell’erba tagliata, il succo di un’albicocca. È colui che, come Martin Lutero, ha eliminato l’officiante del rito: il rapporto tra l’uomo e il suo vino è diretto, senza intermediari. Perché questo fosse possibile, ha realizzato una ricerca quinquennale sulla relazione esistente tra la composizione chimico-fisica del vino e il suo comportamento sensoriale. Così è riuscito a determinare in una formula la struttura chimica della piacevolezza del vino che ne permette quindi la riproducibilità tecnica, come da anni per il resto dell’alimentare.

Ma non finisce qui, Luca Maroni è anche autore della voce “degustazione del vino” dell’Enciclopedia Treccani, è firma di produzioni radio, web e tv sul vino da Sky a La7, e, da ventiquattro anni, dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani. Protagonista del re-impianto della vigna milanese di Leonardo da Vinci, ha anche ri-composto l’intero vocabolario del genio fiorentino. Inoltre ha scritto il primo “annuario delle migliori poesie mondiali”, presentato durante la kermesse romana del 2018, in cui ha applicato i principi dell’analisi sensoriale ed emozionale alla poesia, allargando il raggio di azione del suo metodo, disegnando un ritratto dell’animo umano e delle sue più alte espressioni sensoriali ed emotive attraverso l’analisi di 999 opere di 182 artisti di tutto il mondo.

Sue le scoperte più innovative in tema di tensorialità, tra scienza e gusto, tema che tutt’ora domina la sua continua ricerca: ha realizzato infatti la Ruota Sensoriale Sintestetica, che rappresenta un’orchestra di assonanze e corrispondenze tutte scientifiche, mai concepita prima. Tramite essa si possono esplorare le sensazioni, descrivendole in tutta la loro ricchezza: infatti la sinestesia è il fenomeno sensoriale-intellettivo consistente in una sensazione auditiva, e/o visiva, e/o olfattiva in concomitanza di una stimolazione-percezione di natura sensoriale diversa, ad esempio gustativa e/o tattile.

Grazie a un progetto di Luca Maroni in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, infine, a Febbraio 2018 presso l’orto botanico di Roma, è nato “vigneto italia”, cioè il primo Museo Ampelografico Italiano, il registro vivo delle varietà di viti nazionali in cui sono stati raccolti ben 154 vitigni autoctoni italiani: una raccolta senza precedenti in Italia che dona al paese la memoria (e la vita) della sua ricchezza vitivinicola.

FRANCESCA ROMANA MARONI, direttore generale del Gruppo Luca Maroni

Gli esiti delle degustazioni di Luca Maroni – pubblicati sull’Annuario – divengono riconoscimento e grande festa condivisa in occasione degli eventi con lo stesso brand che parlano e respirano vino, cultura, arte e musica, la cui organizzazione è opera di sua sorella Francesca Romana Maroni, autrice di format culturali anche all’estero, nel nome dell’eccellenza, dell’accoglienza e del convivio.

Forza propulsiva entusiasta e inesauribile dell’azienda, laureata in Metodologia della Critica dello Spettacolo, firma da oltre 30 anni progetti di creazione e di comunicazione: dalla moda con Gucci alla farmaceutica, passando per la finanza, la grafica, il turismo ed il mondo delle assicurazioni, ha sviluppato uno stile organizzativo del tutto personale, frutto di esperienza e di quel mix straordinariamente italiano fatto di tradizione, sperimentazione e contaminazioni.  

La comunicazione l’ha studiata e fatta propria operando per anni anche in ambito televisivo: si è così impadronita dei meccanismi della divulgazione e dell’intrattenimento, assimilati grazie a traduzioni e adattamenti di centinaia di documentari e fiction televisive. Eppure, il suo karma più profondo e la mente naturalmente votata all’analisi l’hanno sempre richiamata all’ambito organizzativo e al suo talento innato di creare ordine e connessioni fra elementi disparati, così da realizzare al meglio gli obiettivi prefissati.

Per la filosofia operativa e la visione strategica di Francesca non esiste distinzione fra “chi si è, cosa si fa e come: noi tutti siamo quello che facciamo”. Per questo i suoi eventi sono la traduzione fisica dell’universo culturale e di gusto che condivide con il fratello ed in essi si depositano memorie, suggestioni e aspirazioni di un modo di ricevere caldo, avvolgente, sensibile.

L’obiettivo è trasmettere agli ospiti – nella forma e nella sostanza – la sensazione di essere accolti in un mondo dalle mille sfaccettature nel quale la sorpresa non origina dall’impiego di budget faraonici, ma dalla curiosità, dalla semplicità, dall’umiltà e dal rispetto con cui si accolgono amici in casa propria e si condividono emozioni e sorprese inattese.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...