I vicini fanno paura a Camogli

​Venerdì 31 marzo e sabato 1 aprile alle 20.30 (biglietti a 20 e 15 euro) al Teatro Sociale di Camogli va in scena una produzione del Teatro Stabile Bolzano, Organizzazione Nidodiragno, con “I vicini”, di Fausto Paravidino. “I vicini” è un testo di Fausto Paravidino, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano, diretto e interpretato dallo stesso autore. In scena al suo fianco, Iris Fusetti, Davide Lorino, Monica Samassa e Sara Putignano. È uno spettacolo sulle nostre paure. Sulle nostre paure immaginarie, sulle nostre paure reali. Sulle nostre paure reali che spesso sono le nostre paure immaginarie. In un’atmosfera rarefatta e sospesa, due giovani coppie si incontrano e si scontrano tra le mura domestiche. «Lui sente dei rumori provenire dal pianerottolo. Cercando di non farsi sentire va a guardare dallo spioncino. I rumori cessano. Ritorna al suo posto. Quando Greta torna a casa glielo dice, mentre lei non c’era lui ha visto i vicini. Com’erano? Lui non sa dire, vedere non è capire, però ne ha paura. Perché? E chi lo sa, se sapessimo esattamente di cosa abbiamo paura, probabilmente paura non ne avremmo. Lui ha paura dei vicini. Perché? Non lo sa. E Greta? Greta no. Greta non ha nessuna paura dei vicini. Anzi, non vede l’ora di farne la conoscenza, lei ha paura della vecchia. Che vecchia? La vecchia che vede di notte. La vicina. La vicina che c’era prima che arrivassero i nuovi vicini. La vicina che c’era prima di morire. E’ un sogno? No. È un fantasma? Se non è viva e non è un sogno si suppone che sia un fantasma. Lui, come la maggior parte delle persone che non li vedono, non crede ai fantasmi, Greta, come la maggior parte delle persone che li vedono, sì, un po’ ci crede. I vicini, ovvero Chiara e suo marito, non sembrano affatto pericolosi. Una sera si incontrano persino, tutti e quattro. Quella sera succedono cose strane, però non spiacevoli, bene. Solo che la notte la vecchia ricompare. Lei ha sempre più paura, lui ne ha sempre meno, ormai lui va d’accordo coi vicini, si vedono di nuovo. I vicini sono molto cambiati. In peggio. Perché? Una pièce su noi stessi, sugli altri, su noi stessi e gli altri, sui vicini lontani, sulla guerra, su quello che è reale, su quello che è immaginato, su quello che è reale perché è immaginato. Un po’ come certi fantasmi, un po’ come certo teatro.» Casa, famiglia, coppia, intrecciate nelle tensioni della nostra realtà quotidiana, sono i temi attorno ai quali si dipana la commedia umana di questo giovane e allo stesso tempo straordinariamente maturo uomo di teatro. 

Paravidino, con la sua vena inesauribile di autore raffinato e interprete sensibile, riesce a farci ridere e piangere di noi stessi in un rito liberatorio che ci riporta al senso originario del teatro stesso. Le scene sono di Laura Benzi, i costumi di Sandra Cardini, le luci di Lorenzo Carlucci e le musiche di Enrico Melozzi. Un legame lungo e duraturo unisce l’autore apprezzato in Italia e all’estero con il Teatro Stabile di Bolzano: questo legame nato nel 2000 grazie alla messa in scena di “Due fratelli”, testo che si aggiudicò il Premio Tondelli, si è dipanato nel corso di un decennio fino ad approdare nel 2009 a “ La malattia della famiglia M”, fortunata produzione che ha visto Paravidino nei panni di autore, regista e attore. Sempre per la sua regia, lo stesso spettacolo ha debuttato nel 2011 alla Comedie Française di Parigi, una delle istituzioni più prestigiose d’Europa.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…