I vini liguri si mettono in mostra

È il 22 e 23 del settembre 1967 quando si svolgono nel palazzo della Gran Guardia a Verona le Giornate del Vino Italiano. È l’atto di nascita ufficiale di Vinitaly. Dal 10 al 13 aprile Vinitaly festeggia le sue  prime 50 edizioni e la Liguria del vino, come sempre, è pronta a partecipare con le sue aziende e le sue eccellenze. La fiera veronese, riconosciuta leva economica strategica per l’internazionalizzazione delle imprese vitivinicole italiane, entra nel Piano per la promozione straordinaria del made in Italy finanziata dal Ministero dello sviluppo economico quale fiera di riferimento per il comparto enologico.

La Liguria del vino, che in questi anni è cresciuta sempre di più, porta all’attenzione del pubblico di Vinitaly gli ormai famosi Pigato e Rossese (sia quello di Dolceacqua che quello di Albenga, prodotti totalmente diversi) ma anche Ormeasco, Vermentino e i meno conosciuti e proprio per questo da valorizzare Granaccia, Buzzetto o Lumassina, Moscatello di Taggia.

Massimo Enrico, presidente della cooperativa Viticoltori Ingauni di Ortovero, una delle aziende più importanti della Riviera enologica, spiega così la partecipazione ligure all’edizione 2016 di Vinitaly: «Le aziende presentano la linea di produzione 2015, annata ottima sotto il profilo della zuccherinità delle uve, un po’ meno per la quantità. L’appuntamento di Verona è importante  per fare conoscere la produzione ligure di quest’anno ai potenziali clienti internazionali. Non dobbiamo mai dimenticare, infatti, che  Vinitaly è un appuntamento di valenza mondiale». Per la coop enologica si tratta anche di celebrare a Verona i 40 anni di attività, visto che si è formata nel 1976.

Nello stand che l’Enoteca regionale ligure ha prenotato ci saranno anche le aziende delle province di Savona e Imperia che, al centro enologico di Ortovero, hanno dato vita alla Rete di Imprese. Ci saranno, o nel bancone collettivo o in singoli stand, A Maccia (Ranzo), Anfossi (Bastia d’Albenga), Arnasco (Arnasco), BioVio (Bastia), Bruna (Ranzo) Cantine Calleri (Salea d’Albenga), Feipu dei Massaretti (Bastia), Cascina Nirasca (Pieve), Cascina Praiè (Andora), Coop Olivicola (Arnasco), Durin (Ortovero), Enrico Dario (Bastia), Foresti (Camporosso), Guglierame (Pornassio), Innocenzo Turco (Quiliano), La vecchia cantina (Salea), Lombardi (Terzorio), Gracale (Sanremo), Poggio Gorleri (Diano Marina), Ramoino (Chiusavecchia), Sommariva (Albenga), Maffone (Pieve di Teco), Torre Pernice (Albenga), Vio Claudio (Vendone), Viticoltori ingauni (Ortovero).

A queste si aggiungono l’Altavia (Dolceacqua), Laura Aschero (Pontedassio), Maria Donata Bianchi (Diano Aretino), Cantine Bondonor (Ortonovo, SP), Cantine Lunae Bosoni (Ortonovo), La Pietra del focolare (Ortonovo), Linero (Castelnuovo Magra), Maccario Drinberg (San Biagio della Cima), associazione produttori Moscatello di Taggia.

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…