Il Centa, padre padrone della Piana di Albenga

È il padre della Piana di Albenga, un padre che anche quando si arrabbia ed esce dal suo alveo lascia sul terreno un limo fertilissimo, quello che ha fatto la fortuna dell’agricoltura ingauna. È il Centa, un fiume di grande fascino anche se di breve percorso.




Lungo appena 3 km (è il fiume più corto d’Italia, dopo il Timavo, di 2 km), il fiume Centa nasce a monte di Albenga dalla confluenza dei torrenti Arroscia e Neva che poco prima ricevono, rispettivamente, il Lerrone e il Pennavaire. Con letto assai ampio attraversa il centro urbano di Albenga sfociando poi direttamente nel mare a Capo Lena, quasi di fronte all’isola Gallinara. Nonostante il suo regime estremamente torrentizio, è il principale corso d’acqua della provincia di Savona come portata media annua (c. 10 m³/s) sfociante direttamente nel mare. È soggetto in caso di forti precipitazioni a piene imponenti (anche di 2.500 m³/s) che in più di un’occasione hanno causato pesanti danni alla città di Albenga come nel novembre 1994 o nel novembre 2000 o anche recentemente nel settembre 2006.

La portata massima dei Centa è stata valutata in 1.700 metri cubi al secondo (1.400 Arroscia; 700 Neva). Il bacino idrografico del Centa misura 420 chilometri quadrati (di cui 305 dell’Arroscia e 115 del Neva). Il perimetro di tale bacino può essere paragonato ad un triangolo rettangolo che ha l’ipotenusa coincidente con la congiungente fra la sorgente dell’Arroscia e la foce mentre il vertice dell’angolo retto coincide con il Passo dello Scravajon. La sua ampia piana alluvionale detta Piana di Albenga (l’unica della Liguria di notevoli dimensioni) è intensamente utilizzata a scopi agricoli. Il corso del fiume seguiva un tempo la stessa linea dell’Arroscia, sfociando nel mare verso Ceriale, fino alla deviazione del corso forse per volontà della Repubblica di Genova (XII secolo), che lo portò a scorrere vicino alla cinta muraria della città (causando la crescita del capo Lena e l’interramento del porto di Vadino), da cui il nome “Centa”, dato all’ex tratto finale del torrente una volta divenuto fiume. L’antico letto del fiume divenne quasi completamente asciutto dal XVI secolo.

L’Arroscia nasce sulle Alpi Liguri in provincia di Imperia dal Passo della Guardia a oltre 2.000 metri di quota scorrendo assai impetuoso e incassato, formando anche una bella cascata nei pressi di Mendatica. Una volta giunto presso il centro di Pieve di Teco riceve da sinistra il torrente Arrogna e da destra il torrente Giara di Rezzo placando il proprio impeto. Da qui allarga la propria valle bagnando i centri di Vessalico, Borghetto d’Arroscia e Ranzo entrando poi in provincia di Savona. All’altezza del comune di Villanova d’Albenga entra in pianura incrementando la sua portata grazie all’apporto da destra del torrente Lerrone.

Il Pennavaire è un torrente lungo 38 km. È l’unico torrente del Piemonte che nasce nello spartiacque ligure e non in quello padano. Nasce dal Colle di Caprauna a 1.297 m d’altezza in provincia di Cuneo. Bagna i comuni cuneesi di Caprauna e Alto, poi delimita per un breve tratto il confine tra la provincia di Imperia e la provincia di Cuneo, poi poco dopo il paese di Alto entra in provincia di Savona e bagna Nasino, Castelbianco e Cisano sul Neva. In località Martinetto di Cisano sul Neva il Pennavaira si getta nel Neva.

Il Neva, a sua volta, nasce in Piemonte dalle Alpi Marittime sul Monte Galero (1.708 m) scorrendo però per gran parte del suo corso in Liguria.

Infine il Lerrone che nasce tra Testico e Cesio dal monte Mucchio di Pietre (770 m); con andamento da est verso ovest transita in comune di Casanova Lerrone ricevendo da destra gli apporti del rio Grande, del rio Sanguaneo e del rio Gambalonga. Lambisce poi il centro di Garlenda nei cui pressi, sempre da destra, raccoglie le acque del rio Paravenna e del rio Furioso. Transita poi poco a sud dell’Aeroporto di Albenga e, in comune di Villanova d’Albenga, viene sovrapassato dalla variante dell’Aurelia e dall’Autostrada dei Fiori. Confluisce infine in destra idrografica nell’Arroscia appena ad est del centro storico di Villanova d’Albenga, a circa 20 metri di quota.

 

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…