Il Fortino, un pezzo della Genova dei Doria ad Albenga

Ad Albenga, da sempre, è conosciuto come il Fortino, abbandonato per secoli, di proprietà del Comune di Loano per molto tempo (faceva parte del sistema di avvistamento dei Doria) sino a quando non è stato rilevato dal Comune di Albenga. Ora è tornato al suo antico splendore. Questa la sua storia tratta da Wikipedia.

Edificato dalla Repubblica di Genova nel corso del XVI secolo, originariamente si trovava a ridosso della costa ove aveva funzioni di avvistamento e di difesa, soprattutto dagli sbarchi pirateschi. Il piccolo presidio si trova ora a circa 300 m dal litorale albenganese, in una piazza (piazza Europa) e “circondato” da moderne costruzioni. Un tempo il mare era più vicino alla centro storico di Albenga, che veniva protetta dal “castello della Marina”. Ma la linea di spiaggia arretrò rapidamente dal XIV al XVI secolo, rendendo indispensabile l’edificazione di un nuovo luogo di difesa per proteggere la piana dalle incursioni saracene.

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Questo viene realizzato per opera diretta della Repubblica di Genova, con il duplice scopo di difesa e di controllo militare della città ingauna. Come già avvenuto con il Priamar di Savona (ovviamente nessun paragone viste le dimensioni) ci sono feritoie verso la città, una sorta di avvertimento agli abitanti a non ribellarsi al potere genovese. Venne costruito nel corso del 1586, come una struttura a pianta quadrata e rafforzata agli angoli con un bugnato da guardiole, con un piano centrale senza vista sull’esterno, e un piano superiore. Presenta un’ampia scarpata di base.

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Sopra questa struttura, nei secoli vennero realizzate varie edificazioni, che sono state nel XX secolo abbattute, lasciando solamente la parte originale. Il fortino fu donato nel 1953 all’ospedale Civile di Loano. Nel 2006 viene definitivamente assegnato all’ente comunale di Albenga dal Comune di Loano che ne era entrato in possesso e nel 2007 vengono completati i primi lotti del restauro.

Restaurato, dall’estate 2011 viene dato in concessione d’uso alla Fondazione Gian Maria Oddi, ospitando da allora un centro multimediale sull’isola Gallinara allestito dalla Regione Liguria.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…