Il mio amico mostro al Teatro della Tosse

Domenica 20 novembre alle 16 al Teatro della Tosse prosegue la stagione dei più piccoli con lo spettacolo “Il mio amico mostro” del Teatro del Buratto, testo e regia Aurelia Pini, in scena Marialuisa Casatta, Nadia Milani, Matteo Moglianesi, scene Marco Muzzolon, disegno luci Marco Zennaro, pupazzi di Marialuisa Casatta, Elena Veggetti. Direttore di produzione Franco Spadavecchia.
“I mostri non esistono!”. Così dicono i grandi, ma Alice, che è una bambina, non lo pensa affatto; a lei piacciono i mostri: li disegna, ci gioca, gli parla, li addomestica, creando con loro dei legami di amicizia. Poi c’è lui: Sigfrido. Un piccolo mostro morbido, paziente, da abbracciare quando si è tristi; quando è buio le fa compagnia, dorme nel suo lettino. E’ un amico con le ali di drago, a cui confidare tanti segreti, condividere le emozioni, anche la paura. Alice è una bambina, che affronta i riti del sonno, non vuole che il papà l’aiuti, perché fare da sola è da grandi. Dal grande armadio nasce magicamente la sua cameretta, è tutto il suo mondo fantastico, animistico. Per tutti i bambini la propria stanza è il luogo privilegiato dove poter sperimentare la propria autonomia, scoprire i confini tra il noto e l’ignoto, la differenza tra ciò che è fantastico e reale. Alice si sente al sicuro tra i propri giocattoli, trova angoli segreti in cui rifugiarsi: l’armadio, il letto, il comodino e la sedia …“Io non ho paura dei mostri, anzi mi piacciono mostruosamente!”. Però, quella sera: strani rumori, ombre improvvise, costringeranno Alice ad affrontarne di nuovi, e tutto ciò che è nuovo e sconosciuto, si sa, fa un po’ paura. L’incontro con il nuovo mostro -“Il mostro Piscialetto” – che vive proprio nel suo letto e che vuole fare la pipì lì, proprio lì, a tutti i costi, farà scoprire ad Alice che anche lui ha paura, paura di affrontare il corridoio buio che porta al bagno.

E poi il Mostro Gordo che mangia calzini e mutande e vive nel comodino… ma non ve li sveliamo tutti adesso, altrimenti che mostruosa sorpresa sarebbe …? Alice li affronterà uno dopo l’altro e la paura diventerà coraggio, li guarderà in faccia e li addomesticherà, perché in fondo i mostri che tutti abbiamo dentro hanno solo bisogno di essere conosciuti, capiti e accettati, e poi … anche amati. In fondo di questi mostri ci si può fidare … perché hanno un CUORE … Alice chiude gli occhi, e finalmente può dormire. “Buona notte Alice”, le dice il suo papà dall’altra stanza e Alice, abbracciata a Sigfrido, dorme. L’immaginario mostruoso che abbiamo dentro vuole uscire, vuole farsi conoscere e il linguaggio della fantasia è quello che meglio di tutti può raccontarlo, per poi aiutarci ad affrontare il mondo con tutti i suoi ostacoli. Adulti: 8 euro, bambini: 6 euro 

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…