Il posto delle fragole in scena a Cairo Montenotte 

Una impegnativa ed inedita trasposizione teatrale del film capolavoro di Ingmar Bergman “Il posto delle fragole” si conclude la rassegna di prosa di Cairo Montenotte. Venerdì 5, sabato 6, domenica 7 maggio alle 21 la trasposizione va in scena al Teatro “Osvaldo Chebello” di Cairo Montenotte. Una vera e propria sfida, una trasposizione teatrale completa, probabilmente mai tentata finora, di uno dei massimi capolavori cinematografici del regista svedese Ingmar Bergman (1918 – 2007). A portare in scena “Il posto delle fragole” è la compagnia cairese “Uno sguardo dal palcoscenico”.Dalle note di regia:

Studio può essere la parola più appropriata per definire questo nostro lavoro. Studio sul film e, più in generale, sull’opera del maestro svedese, imprescindibile per poterne attuare la trasposizione. Studio sull’effettiva possibilità e funzionamento di tale operazione per la quale abbiamo utilizzato il manoscritto originale di Bergman da cui egli stesso trasse la successiva sceneggiatura. Ma studio inteso anche come set cinematografico dove si stanno appunto effettuando le riprese de Il posto delle fragole perché è questa l’ambientazione che abbiamo scelto per la messinscena, cercando di risolvere, con questo escamotage, almeno alcune delle difficoltà derivanti dalla trasposizione stessa.

IL POSTO DELLE FRAGOLE (Smultronstallet, 1957) è, tra i film di Bergman, quello che più è riuscito ad incantare e sedurre – e continua a farlo, a ogni visione – grazie alla sua costruzione libera i ispirata, al suo fluido e magistrale intreccio tra realtà, sogno e ricordo, alla potente e armoniosa architettura che vince sul caos della vita e sulla sua imperscrutabilità. E grazie anche al suo potere evocativo, a partire già dal titolo: esiste forse per tutti un posto delle fragole, un luogo dove rimane intatto l’incanto dell’infanzia, l’io che eravamo, con la semplicità, l’autenticità e le speranze di quando la vita era davanti; un luogo che forse c’è ancora dentro o fuori di noi, quel momento del passato che vorremmo rivisitare e catturare – come Proust con la sua famosa madaleine – e dove qualcuno può metterci davanti uno specchio e farci vedere quello che siamo diventati, quello che abbiamo perduto, quello che forse possiamo ancora ritrovare. Sono le fragole selvatiche (nell’iconografia scandinava simbolo dell’innocenza e della natura fugace della felicità) colte nel giardino della casa d’infanzia, la madeleine di Isak Borg, vecchio professore, stimato da tutti ma egoista, gelido e sordo al sentire degli altri, in viaggio da Stoccolma a Lund per la celebrazione del suo giubileo all’Università, coronamento della carriera di medico e ricercatore. Da lì i ricordi prendono a intrecciarsi alla realtà, trasformando il viaggio verso Lund in una sorta di pellegrinaggio, in cui gli episodi, i sogni, gli incontri sono come tappe di un percorso catartico all’interno di se stesso, una sorta di rinascita, di “conversione” sulla via di Damasco, non religiosa ma esistenziale. (Silvio Eiraldi).

L’allestimento è della Compagnia Stabile UNO SGUARDO DAL PALCOSCENICO; adattamento, scene e regia di Silvio Eiraldi. L’interpretazione è affidata a Luca D’Angelo, Simonetta Guarino, Valentina Ferraro, Gaia Demarzo, Omar Scarone, Monica Russo, Isabella Ballocco, Letizia Chiarlone, Giovanni Bortolotti, Nicolò Zunino, Manuel Signorelli, Marco Bazzano. Un totale di dodici attori molti dei quali alle prese con più parti, per un totale di ventitré personaggi. Prezzi d’ingresso per questo spettacolo: Venerdì 5 posto unico numerato € 10.00; sabato 6 e domenica 7 (posto libero): intero € 10.00; ridotto (under 20) € 7.00. Per info e prenotazioni: tel. 333 4978510

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…