Il ritratto della Milani fatto da Picasso da Savona a Milano per racccontare l’arte Anni ’60

Il Museo del Novecento di Milano, in collaborazione con Mondadori Electa, sta allestendo un’importante esposizione dal titolo “Boom ’60. Era arte moderna” che verrà inaugurata il 17 ottobre prossimo e rimarrà aperta al pubblico dal 18 ottobre al 12 marzo 2017. L’intento è quello di esplorare l’arte del decennio 1955-1965, attraverso il racconto dei rotocalchi illustrati dell’epoca, del cinema e della televisione. La mostra restituisce, infatti, diversi aspetti della cultura visiva italiana in un suo momento decisivo, poco oltre la metà del XX secolo, facendo principalmente perno sul contesto di Milano, centro della grande editoria commerciale del tempo e di una parte importante della ricerca artistica più avanzata: quindi un particolare racconto del mondo dell’arte, degli artisti e dei personaggi del mondo dello spettacolo più noti all’epoca.
Esposte opere dei più grandi artisti attivi in quel decennio, da Picasso a Rauschenberg, Chagall, Capogrossi, Morandi, Burri, De Chirico ecc. provenienti sia da collezioni private sia da alcuni tra i più importanti musei italiani ed esteri. In quest’ambito sono stati richiesti anche alcuni dipinti, ritenuti particolarmente significativi per la completezza del percorso espositivo, della collezione della Fondazione Museo di Arte Contemporanea Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo, esposte nel Museo di Palazzo Gavotti a Savona. Si tratta dei due ritratti di Milena Milani eseguiti da Pablo Picasso e da Anna Salvatore e di due importanti dipinti di Giuseppe Capogrossi (Superficie 132) e di Jean Dubuffet (Personnage).
Le opere esposte nel Museo savonese vengono spesso richieste per mostre allestite in Italia e all’estero. In occasione dell’Expo milanese, ad esempio, era stata richiesta la straordinaria “Crocifissione” dipinta da Donato de’ Bardi nel XV secolo. L’opera non era poi stata trasferita in quanto da tempo inserita nell’elenco di quelle che il Ministero competente ritiene non possano essere movimentate.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…