Il Roia, il fiume transeuropeo

Dopo il Centa, descritto qualche settimana or sono, è la volta del Roia, un altro importante fiume ligure. E se il Centa ha la caratteristica di essere il fiume più corto d’Italia, il Roia è il fiume transeuropeo visto che nasce in Francia e scorre in Italia. Eccolo, quindi, il Roia.

« Là giù è il Roja, un torrente che quando si disfanno i ghiacci precipita dalle viscere delle Alpi, e per gran tratto ha spaccato in due questa immensa montagna. V’è un ponte presso alla marina che ricongiunge il sentiero. Mi sono fermato su quel ponte, e ho spinto gli occhi sin dove può giungere la vista; e percorrendo due argini di altissime rupi e di burroni cavernosi, appena si vedono imposte su le cervici dell’Alpi altre Alpi di neve che s’immergono nel Cielo e tutto biancheggia e si confonde – da quelle spalancate Alpi cala e passeggia ondeggiando la tramontana, e per quelle fauci invade il Mediterraneo. »

(Ugo FoscoloUltime lettere di Jacopo Ortis)

Il Roia (in italiano spesso anche Roja, in francese Roya, in roiasco/brigasco/VentimiglieseRöia/Ròia) è un fiume italo-francese lungo 59 km che scorre nel suo tratto finale in Liguria. Nasce in territorio francese dal Colle di Tenda (1908 m), ricevendo quasi subito l’apporto dei torrenti Refrei e Mesce. In questo primo tratto scorre in un alveo molto ripido con sembianze di torrente alpino, bagnando TendaSan Dalmazzo di Tenda. Superato un primo tratto ingolato molto spettacolare, bagna il comune di Fontan, ricevendo da destra il Gayros e da sinistra il torrente Bendola, per poi formare le gole di Saorgio, una spettacolare gola scavata nella roccia dove la corrente del fiume aumenta di turbolenza. Giunto a Breil-sur-Roya – Breglio viene poi sbarrato da una diga e forma un piccolo lago artificiale. Da Piena Bassa il fiume perde buona parte delle acque a causa di massicce sottrazioni per scopi idroelettrici. Da qui si appresta ad attraversare nuovamente una serie di selvagge gole. Nei pressi di Fanghetto il fiume entra in territorio italiano e con corso molto incassato prosegue sino a Trucco, dove, recuperata buona parte della portata, la valle si apre facendo formare al fiume un ampio conoide alluvionale. Dopo l’apporto da destra del torrente Bevera, suo principale affluente, il letto del fiume si allarga ancora e, contenuto entro due alte spallette in cemento, si appresta ad attraversare Ventimiglia (dividendone il moderno centro città, a sinistra, dal quartiere della Marina San Giuseppe, a destra) per poi sfociare nel Mar Ligure.

Il Roia è uno dei pochi corsi d’acqua liguri che meritano la menzione di fiume. Scorrendo però per 2/3 in territorio francese non può essere considerato un fiume esclusivamente ligure. Il tratto italiano è inoltre penalizzato dalle captazioni d’acqua a monte. Fino al 1860 l’intero corso del Roia era compreso entro i confini del Regno di Sardegna

Con la cessione della contea di Nizza alla Francia, che assegnò a quest’ultima i comuni di Breglio e Saorgio (attuali Breil-sur-Roya e Saorge), il Roia si trovò a passare il confine di stato due volte, entrando in territorio francese a San Dalmazzo di Tenda per uscirne a Piena BassaIl trattato di pace del 1947 assegnò alla Francia l’alta val Roia, e gli ex comuni piemontesi di Tenda e Briga Marittima, spostando nel contempo più a sud il confine franco-ligure: infatti Piena e Libri, già frazioni di Olivetta San Michele, passarono alla Francia.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…