In città e nei boschi l’importante è non perdere la bussola 

Lo chiamano lo sport dei boschi e in Italia è sicuramente poco conosciuto, ma nei Paesi scandinavi è diffuso da molto tempo, da quando alla fine dell’Ottocento vennero organizzate le prime gare, sia con gli sci sia di corsa. Il 1919 è l’anno zero dell’orienteering a livello agonistico: la Federazione svedese di atletica leggera organizza infatti in quell’anno la prima gara ufficiale di corsa di orientamento. Nel 1961 nasce la IOF, la International Orienteering Federation, alla quale aderiscono dieci paesi Europei. Nel 1966 in Finlandia si svolgono i primi Campionati del Mondo. I primi Campionati Italiani si disputano invece nel 1976 in Trentino Alto Adige. La FISO (Federazione Italiana Sport Orientamento) nasce nel 1985 e viene riconosciuta l’anno dopo dal CONI (attualmente è disciplina associata). Il primo oro italiano ai mondiali arriva dallo sci-orientamento, con Nicolò Corradini, delle Fiamme Oro di Moena, che nella sua carriera ha collezionato quattro ori. Le discipline dell’orienteering sono quattro: la corsa di orientamento, lo sci-orientamento, il trail-O ed il mountain bike orientamento. Il fascino di questo sport sta nella libertà di scegliere il percorso: gli atleti leggendo una carta topografica speciale molto dettagliata devono trovare la via più veloce per arrivare al traguardo passando per tappe obbligatorie. Tra gli aspetti più attraenti c’è il contatto assoluto e primordiale con la natura e il rispetto totale per l’ambiente ed il territorio. E’ una pratica sportiva alla portata di tutti poichè non necessità da parte del praticante di particolari e costose attrezzature, basta una semplice bussola, una tuta adatta all’ambiente naturale ed un paio di scarpe con la suola ben scolpita. Inoltre è praticabile praticamente a tutte le età, infatti ad ogni gara vengono predisposti percorsi diversi a seconda dell’età e dell’abilità tecnica e del grado di allenamento fisico dell’atleta.Sabato 22 e domenica 23 la Liguria ospita i Campionati Italiani formula Sprint Relay (sabato 22 ottobre) e la VI prova di Coppa Italia (domenica 23 ottobre), per gli appassionati di orienteering (gare di orientamento, una branca degli sport all’aria aperta). Sabato pomeriggio i percorsi saranno tracciati nel cuore della città di Savona, per la Sprint Relay (innovativa staffetta a 3 concorrenti). Un gara con percorso urbano, rapida e spettacolare, in grado di appassionare il pubblico.

Domenica mattina in vetta al Monte Beigua, sarà invece una gara “Middle Distance” con i tempi dei vincitori attesi tra i 30 ed i 40 minuti, nell’intricata faggeta. Una gara di tipo “forest”, la più amata dal popolo degli orientisti, ma molto più “intima” e nascosta al grande pubblico.
L’aspetto tecnico organizzativo sarà curato dalle società genovesi Amatori Orienteering ed Arco di Carta con la collaborazione del giovane team locale del CUS Savona. La manifestazione è resa possibile grazie a Regione Liguria, il Comune di Savona, l’Autorità portuale, l’Ente Parco del Beigua e i Lions di Celle-Varazze. È prevista la partecipazione di circa 500 atleti provenienti da ogni parte d’Italia, dal Trentino, regione guida, alla Toscana, dall’Emilia al Lazio e poi Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia.
Sono in programma tutte le categorie federali dai giovanissimi ai veterani con punte di altissimo livello tecnico nelle categorie Elite maschili e femminili che vantano atleti di livello internazionale quali ad esempio i nazionali Laura Scaravonati, Alessio Tenani e Daniele Pagliari (la staffetta del gruppo sportivo Forestale che probabilmente sabato si contenderà il ruolo di favorita con il CUS Bologna).

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…