In piazza Mameli a Savona, dove ogni giorno si ricordano le vittime ditutte le guerre

È una tradizione tipicamente savonese, la piazza che si ferma per ricordare le vittime di tutte le guerre. Succede in piazza Mameli ed ecco come la Società di storia patria racconta la storia della piazza.



La piazza, salotto della città, sorse negli Anni Settanta dell’Ottocento, completata sul lato nord, dove esisteva un grande parco, negli Anni Venti del Novecento. Era dedicata, fino al 1911, come la via porticata di accesso alla stazione Letimbro, a Pietro Paleocapa. Nel 1874 si decise di collocarvi un grande monumento dedicato al Paleocapa. Fu indetto un concorso nazionale ma i risultati furono deludenti ed il monumento non si costruì mai. Dopo la Grande Guerra, nel 1922, si costituì a cura dell’Associazione Nazionale delle madri e vedove dei Caduti, un comitato con lo scopo di edificare il monumento e di collocarlo nella principale piazza della città. Fu indetto un concorso nazionale al quale si presentarono ventitre bozzetti. Il 4 febbraio 1923, fu proclamato vincitore il bozzetto  “Rintocchi e Memorie” dello scultore di Sestri Ponente Luigi Venzano. Il 4 novembre 1923, fu collocata la prima pietra del nuovo monumento. Nella primavera successiva sorse il basamento in sienite della Balma e nell’estate del 1926, la scultura in bronzo, venne posta in piazza Mameli, ancora nascosta agli occhi di tutti. Passò più di un anno ed alla fine di agosto del 1927, il re, Vittorio Emanuele III, accettò l’invito per venire a Savona ed inaugurare il monumento. La cerimonia venne fissata per il 18 settembre. Sul lato della Banca d’Italia fu allestito il palco reale e tutta la piazza fu divisa in settori destinati a varie categorie. Il re giunse alla stazione alle 9, accompagnato dal ministro della Pubblica Istruzione. Ad accoglierlo il podestà Assereto e le autorità cittadine. In auto raggiunse il Municipio, allora in piazza Chabrol dove lo aspettavano i podestà della provincia e la banda Forzano. 

Si recò poi al Prolungamento dove lo attendevano i giovani inquadrati nelle varie organizzazioni. Alle 10,30 giunse in piazza Mameli per inaugurare il monumento che in quel momento venne scoperto alla vista di tutti. Il re, prima di ripartire con il treno alle 12, si recò in piazza della Maddalena, alla casa del fascio. Il regime fascista si era ormai affermato e poche settimane prima si era concluso il processo di Savona, che condannò a pesanti pene Pertini ed altri antifascisti per la fuga di Turati. 

Da allora ogni giorno alle 18:00 in piazza Goffredo Mameli si commemorano i Caduti di tutte le guerre con 21 rintocchi della campana, uno per ogni lettera dell’alfabeto italiano: durante i rintocchi il traffico si ferma in segno di rispetto. Alcuni considerano l’evento come “precursore” dell’odierno “freeze flash mob”. È stato premiato dai cittadini come monumento della pace.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…