Itala, la margherita che ricorda Calvino e rilancia la floricoltura ligure

Si chiama Itala ed è una margherita che l’Istituto per la floricoltura ligure, con sede a Sanremo, ha voluto dedicare a Italo Calvino, grandissimo scrittore e dirigente editoriale, nato a Cuba (giovanissimo partigiano prenderà il nome di battaglia Santiago in onore al paese natio) da una famiglia originaria di Sanremo. E proprio a Sanremo ha sede l’Istituto regionale floricolo che il padre di Italo, Mario, botanico di fama, diresse al suo ritorno in Italia. Certo, né Italo né il fratello Floriano (geologo di fama) ereditarono dal padre la passione per la botanica, al punto che l’erede scientifico di Mario fu Libereso Guglielmi, conosciuto come il Giardiniere di Calvino, nome simpatico ma, di sicuro, limitativo per un personaggio straordinario, di grandissima competenza e conoscenza come Libereso.  Ma torniamo a Italo e a Sanremo dove trascorse la sua giovinezza (fu, tra l’altro, compagno di banco di Eugenio Scalfari al Liceo Cassini). Pur mantenendo una forte connotazione liguistica nei suoi racconti e nei suoi romanzi, il suo rapporto con la città dei Fiori fu di amore e odio. Non accettò mai l’invasione che i suoi concittadini in camicia nera fecero alla vicina Francia (memorabile il racconto Gli avanguardisti a Mentone), non accettò mai la cementificazione del dopoguerra (rileggere La speculazione edilizia, protagonista la Sanremo dei palazzinari Anni ’50). Anche per questo Sanremo non ha mai completamente amato Calvino, quel giovane che scelse la via dei monti e della Resistensza dopo aver saputo della morte di Felice Cascione per mano dei nazifascisti.

Stop con Calvino, arriviamo alla margherita Itala. «L’obiettivo del nostro Istituto – spiega Germano Gadina, presidente dell’Istituto per la floricoltura regionale – era creare una varietà cosiddetta “green”, con fiore molto resistente che non necessitasse però di trattamenti chimici. Itala, quindi, è una varietà molto ecologica, frutto di oltre 4 anni di ricerche e sperimentazioni. L’aspetto può sembrare il solito, in realtà questa nuova varietà è frutto di moltissima ricerca e tecnologia».

«Il mercato delle margherite – dice il presidente della Coldiretti ligure Gerolamo Calleri – è un mercato importante per la Liguria. Oggi le aziende agricole sono 10.140 di cui 2.900 floricole che rappresentano il 65% del Prodotto interno lordo agricolo regionale, per un volume di affari di 350 milioni di euro e 10 milioni di vasi prodotti. Un’economia sostanziale per alcune zone della nostra regione, come, ad esempio l’Albenganese. Itala è una margherita green che sembra avere tutte le caratteriste per incontrare il favore dei mercati del nord Europa. Ha una bella fioritura bianca, capace di affascinare e, soprattutto, si adatta benissimo in vaso”.

Dopo “Camilla Ponticelli”, nome ottocentesco con cui è stata chiamata la prima varietà di margherita che ha fatto la storia del fiore ad Albenga, ma anche dell’economia floricola ligure e “Irma”, un’altra varietà che ha fatto il successo del fiore sul territorio ligure, Itala vuole ripetere i fasti commerciali nel fiore Made in Liguria dove la floricoltura, secondo gli storici dell’agricoltura, è nata a fine ‘800 grazie a Sanremo e Genova, i maggiori mercati sino al dopoguerra.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…