Italia e Belgio ai ferri corti per colpa della storica Fiat 500

I Cinquecentisti di tutto il mondo non ci stanno. La “pubblicità progresso”, se così si può chiamare, che il governo Belga ha promosso per evitare che si lasciano rifiuti per strada non piace proprio. Anche perché, nella fotografia, si vede un maialetto che getta per strada un sacchetto di immondiazia dal tettuccio di una storica Fiat 500. Un mito non solo a Garlenda, dove c’è da trent’anni il Club che ha portato la Fiat 500 nel mito, ma in tutto il mondo dove la piccola utilitaria che aiutò l’Italia ad entrare nella modernità è davvero un mito del design e della storia. Capita, così, che migliaia di cinquecentisti da tutto il mondo abbiano inondato con email di protesta i ministri belgi, Maxime Prevot (Trasporti) e Marco Di Antonio (Ambiente), che unitamente a Sofico e a Radio Vivacitè, hanno promosso la campagna pubblicitaria.Non solo. La Fiat 500 (è bene ribadirlo, parliamo di quella storica, la bicilindrica raffreddata ad aria, quella dove bisognava fare la doppietta, quella disegnata da Dante Giacosa) è diventata un affare di Stato. Franco Vazio, parlamentare albenganese del Pd, ha infatti presentato una interrogazione parlamentare assieme ad un gruppo di colleghi. L’interrogazione è stata presentata al ministro degli affari esteri, Paolo Gentiloni, per dare conto dell’accaduto e sollecitare la presentazione al governo belga di una nota di perplessità e rimostranze, circa l’utilizzo di uno dei principali simboli del made in Italy nel mondo, quale è la 500 storica, accostato ad un messaggio negativo come quello che si intende con la suddetta campagna informativa. Questo dopo che Domenico Romano, presidente fondatore e Alessandro Scarpa, presidente del Club che ha oltre 21 mila, promettono azioni legali.


Questo il testo dellinterrogazione:

Al Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.

  Per sapere premesso che: il Ministro dell’ambiente della regione Vallonia dello stato federale del Belgio ha recentemente avviato una campagna pubblicitaria contro l’abbandono di rifiuti lungo le strade, come evidenziato ad esempio nella pagina http://www.sofico.org/. A tal fine, sono stati realizzati una serie di cartelloni informativi che ritraggono un maiale alla guida di una autovettura – che presenta tutte le caratteristiche della nota Fiat 500 storica – e che getta un sacco dell’immondizia in mezzo alla carreggiata; l’immagine è di sicuro impatto, ma desta – a detta degli interroganti – grande sconcerto e perplessità per la precisa scelta grafica di disegnare una Fiat 500 storica, in luogo di un’ autovettura generica; la Fiat 500, oltre ad essere una vettura di indubbio valore storico, rappresenta un simbolo dell’italianità nel mondo ; tali valori hanno addirittura portato, nel lontano 1984, alla costituzione del Fiat 500 Club Italia, dedicato alla 500 storica progettata da Dante Giacosa nel 1957. Si tratta del più grande Club di modello al mondo, contando più 21.000 soci, in Italia così come all’estero; la Fiat 500 storica trasmette, anche grazie alla vasta filmografia esistente, l’immagine più positiva dell’Italia e del popolo italiano nel mondo, rappresentandone i valori di genuinità, affidabilità, familiarità, orgoglio storico ed ingegneristico; il suddetto accostamento pubblicitario – a parere degli interroganti – intacca l’onorabilità del marchio della casa produttrice Fiat, e colpisce al cuore il Fiat 500 Club e la sensibilità delle migliaia di collezionisti d’auto d’epoca presenti in tutto il mondo; infine, tale messaggio, così come costruito nella specifica campagna pubblicitaria, a parere degli interroganti, lede l’immagine stessa dell’italianità nel mondo e la sensibilità del popolo italiano

quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere nei confronti del Governo Belga in relazione al descritto utilizzo di uno dei principali simboli del made in Italy nel mondo, quale è la Fiat 500 storica, accostato ad un messaggio negativo come quello che, a giudizio degli interroganti, si intende perseguire con la suddetta campagna informativa

A firmare sono i parlamentari Franco Vazio, Maria Chiara Gadda, Sara Moretto, Marco Donati, Marco Di Maio, Silvia Fregolent, Edoardo Fanucci, Luigi Dallai, Dario Parrini, David Ermini, Alessia Morani

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…