Jazz nel ricordo di Anita Bell a Savona

Venerdì 28 aprile al Circolo Chapeau di Savona, alle 22 (contributo 10 euro), ingresso riservato ai soci Arci, concerto dal titolo Remembering Anita O’Day – Jazz Vocal Quartet, un concerto in quartetto che farà rivivere il percorso musicale storico e artistico di Anita Bell Colton, riproducendo con la massima cura e rispetto la grandiosità della sua espressione jazzistica.
Anita Bell Colton
Nasce a Chicago, nel 1919, proprio negli anni in cui il jazz non è più folklore e intrattenimento, ma diventa “Arte”. Quell’anno fa parte del periodo storico che va dal 1917 al 1930 e che nella storia del jazz viene chiamato “Moderno”, era il momento dell'”Hot jazz” o “Dixieland”. Molti jazzmen, durante la prima Guerra Mondiale, lasciano Storyville, un quartiere di New Orleans, per trasferirsi a Chicago oltre che a New York e Kansas City. Anita cresce in quelle strade, su quei marciapiedi, ascolta musica, senza neanche rendersene conto, che nasce dalle mani e dal genio dei più grandi jazzisti della storia… e come tali lei stessa diventerà una delle icone del jazz più amate non solo da un vasto pubblico, ma dagli stessi storici musicisti, dai quali veniva considerata non una semplice cantante ma anch’essa una musicista jazz (l’unica e la prima nella storia storia del jazz). La Colton diventò una leggenda per gli appassionati del jazz con il Festival di New Port del 1958, per Anita O’ Day fu un trionfo, qui si esibì in quartetto (pianoforte, contrabbasso e batteria). E così sarà anche la formazione per questo concerto, un quartetto in onore e memoria di quel 1958. La personalità di Anita così “insolentemente” trasgressiva, nonostante priva di una vera tecnica vocale, riuscì ad imporsi al mondo del jazz con la forza del suo fraseggio, del suo humor ironico ed elegante e con una capacità unica nell’improvvisazione e nella ritmica. Il suo punto forte era cantare in tempi veloci come nessuno nella storia. Abbracciò il swing delle Big Band, il be bop, il west coast jazz e il cool. Sviluppò un’agilità e un virtuosismo difficilmente paragonabile a qualsiasi altra sua contemporanea. Se andiamo oltre il suo stile e le sue sonorità possiamo percepire quanto Anita fosse semplice e trasparente nell’esprimere ciò che aveva dentro, senza subire mai nessuna influenza.

Sul palco: voce Alessandra Clemente, contrabbasso Emanuele Valente, pianoforte: Sandro Gaspari, batteria Daviano Rotella.
Alessandra Clemente

Appassionata già da piccola ad ogni forma d’arte perché cresce in una famiglia di artisti: nonno scultore e parente del cantautore Gino Paoli. Dopo gli studi di musica moderna entra nel mondo del “Bel Canto” come soprano lirico, studia con numerosi insegnanti conosciuti a livello nazionale, tra cui Gabriella Ravazzi, Elisabeth Smith, Giuseppe Murmura. Si esibisce dall’età di 18 anni in concerti live e Festival. Si laurea nel 2013 al Conservatorio A. Vivaldi in “Canto Jazz e Popular Music”. L’incontro con il jazz e la forte passione, che nasce piano piano anche per questo genere, la porterà a creare vari progetti musicali e collaborazioni con musicisti noti sul panorama nazionale (Dino Cerruti, Alberto Malnati, Giovanni Sanguineti, Rodolfo Cervetto, Riccardo Barbera, etc.) e a partecipare a vari Festival ed eventi teatrali. Docente di canto presso varie scuole genovesi, attualmente insegnante presso la scuola di musica jazz Drum Club e presso l’Ateneo Artistico. Non abbandona la passione per la musica moderna, che in lei convive con il mondo del jazz, e scrive il suo primo brano che diventerà un singolo, “Dragonfly wings”. Il 12 settembre 2015 debutta negli Stati Uniti, al Metropolitan Room di New York. (Storico jazz Club frequentato dagli artisti americani più importanti come Ella Fitzgerald, Billie Holiday, Annie Ross e da molti jazz men).Frequenta la specializzazione jazzistica di secondo livello al Conservatorio Vivaldi.

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…