Jesus allo Spazio Bruno con Kronoteatro ad Albenga

Venerdì 28 aprile alle 21 allo Spazio Bruno, sul lungocenta Alighieri di Albenga va in scena “Jesus”, a cura della veronese Babilonia Teatri, per la Kronostagione 2017. Gli attori incontreranno il pubblico, alle 20 per l’aperitivo pre-spettacolo, che seguirà subito dopo con Valeria Raimondo e Enrico Castellani. Al termine dello spettacolo la consueta cena di dopoteatro offerta al pubblico da Kronoteatro.
“Jesus” è una donna sola. In uno spazio neutro. Sola con un agnello. Candido. Immacolato. Quell’agnello è destinato alla tavola e al ventre. Da un lato schizza verso la cucina, dall’altro verso il Golgota. Da un lato verso Betlemme, dall’altro verso un letto di patate e rosmarino. Jesus è uno scioglimento conflittuale e irrisolto. Volontariamente e artisticamente schizofrenico. La donna entra in scena trascinando un sacco nero dell’immondizia sulle note del Così parlò Zaratustra di Strauss. Nel sacco la sua vittima sacrificale. Quello che officia è un rito cannibale. Un rito blasfemo. Un rito senza più nessuna liturgia da rispettare. Sulla sua testa una scenica aureola di luci. Jesus è pietà e dissacrazione. È infinito accoglimento e cinico rifiuto. È il mistero del sacro e macelleria mediatica. Jesus è un punto di domanda. Spesso sopito. Assente. Respinto o ignorato. Capita che torni a bussare. Ci si pari davanti. Improvviso. E sbarri la strada. La ostacoli e la blocchi. Senza remore né pietà. Un punto di domanda che non ha risposta. Non una. Non data. Non preconfezionata. Jesus è stato un uomo. È diventato una religione, due, tre, quattro… È diventato un credo, un simbolo, una speranza, una ragione, un esempio, una guida, un rifugio, un bersaglio. Chi è oggi. Cosa rappresenta e chi lo rappresenta. Chi ne ha bisogno. Chi lo usa.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…