Se la bagna cauda fosse nata in Liguria…

“Pensa se avessimo inventato noi la bagna cauda, oggi la Liguria avrebbe una storia ancora più importante dal punto di vista gastronomico”: Cinzia Chiappori, chef e patron dell’Osteria del Tempo Stretto di Albenga, ha un po’ di rammarico nella voce quando parla di bagna cauda. “Sì, ogni volta che la preparo in osteria mi sento, come ligure, quasi scippata dall’intelligenza gastronomica piemontese che, con i nostri prodotti, ha creato un piatto territoriale talmente radicato da poter sovrapporre la bagna cauda al Piemonte”, commenta ancora Cinzia. Già, una “ricetta scippata” (si scherza, ovviamente, ma nemmeno troppo) lungo le vie del Sale che, nell’antichità univano la Liguria al Piemonte. Così, dalla Riviera, partivano l’olio delle taggiasche e le acciughe sotto sale: esatto, la base della bagna cauda, mentre per l’aglio (pilastro insostituibile), il Piemonte utilizza quello (buonissimo, niente da dire) di Caraglio ma la Liguria può vantare quello altrettanto buono (è presidio Slow Food) di Vessalico. “A tutto questo vogliamo aggiungere la bontà delle nostre verdure? Sarebbe stata veramente una cosa meravigliosa, purtroppo i nostri antenati si sono, lo dico con affetto, accontentati di lasciarci prodotti stupendi, ricette buonissime, non solo pesto, ma certo questa colpa ricade su di loro”, dice ancora la chef sorridendo mentre è al lavoro per preparare litri e litri di bagna cauda.
Si, perchè nonostante tutto, anche l’Osteria del Tempo Stretto parteciperà al Bagna Cauda Day che si svolgerà da oggi a domenica  per il quinto anno consecutivo. In tutta Italia (Piemonte soprattutto, ma anche la Liguria pianta la sua bandierina) sono 150 i ristoranti aderenti per il numero record di circa 16.000 coperti.
Il prezzo, fisso, è di 25 euro (antipasto, bagna cauda e dolce) vini esclusi, ma si potranno scegliere dalla ricca carta gestita da Massimiliano, sommelier di razza. L’olio utilizzato sarà quello del Frantoio Aldo Armato, le verdure rigorosamente a km0 della vicina piana con la sola eccezione di qualche testa di aglio in arrivo da Vessalico. Ad ogni partecipante in omaggio un tovagliolone preparato dall’associazione astigiana che promuove la manifestazione ed alla quale andrà anche una quota dell’incasso per continuare l’opera di diffusione della bagna cauda.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…