La chiesa dei cinque campanili a Finale Ligure

È una chiesa singolare ma storica e affascinante. È uno dei tanti splendidi monumenti che Finale Ligure offre sul suo territorio, è la chiesa dei Cinque campanili di Perti. Ecco cosa scrive il sito della Sovrintendenza con qualche aggiunta.

La chiesa di Nostra Signora di Loreto, detta “dei cinque campanili”rappresenta, nonostante la piccola dimensione, uno dei più splendidi esempi di architettura dell’Umanesimo in Liguria.
L’autore e la data di edificazione sono tuttora oggetto di studio e ricerche a livello nazionale, ma l’architettura appartiene certamente all’immaginario dell’umanesimo italiano settentrionale, dominato da figure quali il Filarate e Bramante nel periodo lombardo – a cui il disegno fu anche attribuito. L’edificio presenta impressionanti somiglianze con la cappella Portinari in Sant’Eustorgio, a Milano tanto da far pensare ad una copia, realizzata in minori dimensioni e con elementi decorativi più poveri.
In ogni caso il monumento rappresenta un vero “unicum” nel panorama architettonico ligure: tale peculiarità, unita alla posizione isolata, lontana dalle zone di Finale che maggiormente hanno subito le trasformazioni industriali e urbanistiche del XX secolo, ha consentito la sua sostanziale conservazione nei secoli.

La Chiesa sorge isolata nel verde e tra le rocce bianche dell’immediato entroterra finalese. Risalente probabilmente al periodo che va dall’ ultimo decennio del XV secolo al primo decennio del successivo, è composta da pochi ed essenziali elementi: la pianta quadrata della navata, che si connette con il più piccola pianta, sempre quadrata, dell’altare, è coperta da una cupola. la struttura interna è rimarcata dai quattro campanili posti nei vertici e da quello nella chiave di volta della cupola – caratteristica da cui proviene il soprannome.
Queste peculiarità hanno sempre prodotto un forte interesse da parte dello Stato: Alfredo D’Andrade, a partire dalla fine dell’800 la disegnò, ne analizzò gli elementi decorativi, predisponendo un restauro; questo interesse venne ripreso, a metà degli anni trenta del novecento, da Carlo Ceschi, che riuscì ad effettuare una globale opera di restauro. Ancora qualche limitato intervento fu effettuato negli anni sessanta.

La realizzazione della chiesa è attribuita alla committenza di Alfonso I Del Carretto e a sua moglie Peretta Cybo Usodimare: i loro stemmi compaiono sui pilastri angolari dell’edificio. La costruzione avrebbe avuto luogo nel 14891490, subito dopo il loro matrimonio (avvenuto a Roma il 16 novembre 1488). Nella chiesa sono conservati affreschi di due beati domenicani, probabilmente i finalesi Domenico Folcheri da Perti e Vincenzo Maglio da Orco.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…