La chiesa di San Pantaleo, un tesoro dietro ad una curva di Ranzo

Ti appare all’improvviso, non appena terminata una delle tante curve della strada della Valle Arroscia che da Albenga porta a Pieve di Teco. La chiesa di San Pantaleo, territorio di Ranzo, ma isolata, quasi abbandonata a se stessa, è un piccolo grande capolavoro di architettura, arte, storia. Uno di quegli edifici che in altre zone sarebbe valorizzato e curato per farlo diventare al centro dell’economia e della cultura. Ma noi siamo la Liguria, l’Italia, talmente immersi nella bellezza e nella storia da non capire la fortuna che abbiamo. Ma basta pistolotti, torniamo a Ranzo.

Il primitivo impianto della chiesa protoromanica risalirebbe tra i secoli XI e XII. Durante il Quattrocento l’edificio subì una nuova riedificazione sulle fondamenta dell’antica chiesa, e al Quattrocento risalirebbe il portico affrescato, sostenuto da colonne ed archi di forma ogivale e portali scolpiti con incise le date 1491 e 1493 e un monogramma di Cristo. Dell’XI secolo è invece l’abside meridionale, mentre quello settentrionale fu aggiunto nell’edificazione medioevale. Della chiesa precedente, oltre all’abside, resta il portico in pietra nera e un’acquasantiera monolitica inserita nel pilone destro. Gli affreschi del portico furono realizzati da Pietro Guido, originario di Ranzo, che scelse le raffigurazioni di santi ed evangelisti, oltreché una Madonna col Bambino. L’attuale impianto barocco e ad unica navata della chiesa di San Pantaleo è databile invece ad una rivisitazione effettuata nel corso del XVII secolo, con cicli di affreschi del Guido rappresentanti il Cristo risorto, la Passione di Gesù e altre scene sacre.

Al figlio di Pietro, Giorgio, viene invece attribuito il polittico rappresentante la Madonna fiancheggiata dai Santi Filippo e Giacomo, datato 1544, conservato nell’oratorio della Madonna delle Vigne. A Pietro Guido vengono pure attribuiti gli affreschi che decorano il piccolo protiro pensile della chiesa parrocchiale di Ranzo Bacelega dedicata a N.S. Assunta, costruita dai Benedettini nell’XI secolo e restaurata in epoca barocca. Sull’altura sovrastante la chiesa di San Pantaleo sono ancora visibili pochi resti del castello che i Clavesana fecero erigere nel X secolo.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…