La guida dei ristoranti di Massobrio e Gatti sfida la Michelin e scopre una Liguria ricca di chef emergenti

E’ il momento delle polemiche per la Rossa, la guida gastronomica Michelin, messa nel mirino anche quest’anno dai detrattori per via dei pochi ispettori per le tante recensioni. Paolo Massobrio e Marco Gatti rispondono con la loro guida dove, tra qualche conferma e tante novità, la ristorazione italiana è protagonista. E la Liguria non sfigura certamente con i grandissimi chef. Il merito della Massobrio Gatti (o viceversa) è che esce dagli schemi, non ha paura di andare nell’entroterra, di premiare chi usa le materie semplici, senza fronzoli, di chi preferisce la tradizione all’esasperazione.Questo non vuol dire che alcuni locali siano presenti sia nella Rossa che nella “sfida italiana”. Di certo questa guida ha la particolarità di mettere in luce una Liguria del gusto più ricca e fantasiosa, con nuovi nomi, affiancati ai vecchi, di protagonisti dei fornelli.Massobrio e Gatti presentano così la loro guida: “Non una manciata di ristoranti ai vertici, ma ben 256 locali con la Corona Radiosa, il massimo riconoscimento attribuito alle soste di qualità. Appena sotto alle corone, assegnato anche a trattorie o pizzerie, ci sono ben 450 locali con il Faccino Radioso, luoghi del gusto che hanno in carta almeno tre piatti giudicati “perfetti”. Il GattiMassobrio, taccuino dei ristoranti d’Italia (Comunica Edizioni; euro 19,50) sta alla Michelin Italiana come la Gault&Millau sta alla Michelin francese – si potrebbe parafrasare – dal momento che l’impostazione del racconto è pressoché simile alla guida rossa: testi brevi con tre o quattro piatti imperdibili, mentre l’approfondimento si ritrova sul web, rappresentato dal portale ilGolosario.it Un vero e proprio taccuino di viaggio dove gli autori, insieme a uno staff di 80 collaboratori, hanno annotato appunti preziosi per far godere al meglio di una sosta piena di soddisfazione, con 2420 recensioni relative non solo a ristoranti, ma anche a trattorie, pizzerie, aziende agrituristiche, locali di tendenza dove fermarsi a mangiare e oltre 170 segnalazioni minori”.

 

Per ogni locale ecco allora una breve descrizione dell’atmosfera e della storia, l’elenco dei piatti che hanno colpito di più gli ispettori e, a seguire, una serie di informazioni utili che spaziano dalla possibilità di pernottamento alla presenza di un posteggio o di una SPA, dai tavoli all’aperto all’accoglienza degli amici a quattro zampe, fino all’icona che indica il locale aperto la domenica sera. Le tipologie di classificazione dei locali sono: ristoranti, trattorie di lusso, trattorie veraci, agriturismi, pizzerie con la specificità dei locali polifunzionali e dei negozi con ristoro. La guida inoltre interagisce anche col web: ogni regione reca un QR code che porta alle pagine corrispondenti sul portale www.ilgolosario.it, aggiornate in tempo reale.

 

 

Per quanto riguarda la Liguria, sono in tutto 9 I ristoranti cui è stata assegnata la Corona Radiosa e 24 I Faccini Radiosi.

 

 

CORONE RADIOSE LIGURIA

Da Delio – Apricale

The Cook Restaurant – Arenzano

Da Gin – Castelbianco

Armanda – Castelnuovo Magra

Agave – Framura

La Brinca – Ne

Paolo e Barbara – Sanremo

Giappun dal 1918 – Vallecrosia

Muraglia Conchiglia d’Oro – Varigotti

 

 

FACCINI RADIOSI LIGURIA

Locanda dell’Asino – Alassio

Nove – Alassio

Quintilio – Altare

Mauro Ricciardi Alla Locanda dell’Angelo – Ameglia

Conchiglia – Arma di Taggia

Al Solito Posto – Bogliasco

Doc – Borgio Verezzi

La Taverna dei Golosi – Brugnato

Scola – Castelbianco

San Giorgio – Cervo

Boccon Divino – Chiavari

Lido – Deiva Marina

Ai Torchi – Finale Ligure

Il Rosmarino dell’hotel La Meridiana – Garlenda

La Voglia Matta – Genova

Sarri – Imperia

Il Ristorantino di Bayon – La Spezia

Locanda dell’Angelo – Millesimo

Cà di Gosita – Ne

Il Vescovado – Noli

Manuelina – Recco

Acqua Pazza – Santa Margherita Ligure

Rezzano Cucina & Vino – Sestri Levante

Al Cambio (La Tana del Porco) – Spotorno

 

 Un breve biografia degli autori.

Paolo Massobrio, 55 anni, si occupa da circa 30, come giornalista, di economia agricola ed enogastronomia. Collabora ai quotidiani La Stampa, Avvenire, Italia Oggi e a vari periodici. È direttore responsabile del portale www.ilgolosario.it e della rivista Papillon, nonché autore della guida best seller Il Golosario. Tra le altre pubblicazioni edite da Comunica: l’Ascolto del vino, Adesso 365 giorni da vivere con gusto, Amati! volersi bene attraverso il cibo, e il Gatti Massobrio, taccuino dei ristoranti d’Italia. E’ direttore della collana “I Libri del Golosario” per Cairo editore. È fondatore e presidente nazionale del Club di Papillon, collabora a radio e tv ed è giudice nella trasmissione La Prova del Cuoco su Rai 1. Tra i numerosi riconoscimenti, il premio Saint Vincent di giornalismo e la nomina nel Comitato delle Firme di Expo 2015. Ha collaborato al Magazine del Padiglione Italia di Expo 2015. Ogni anno in Golosaria celebra con il collega Marco Gatti il premio Top Hundred, dedicato ai 100 migliori vini d’Italia.

 
Marco Gatti, 54 anni, milanese, coniugato e padre di una figlia, è giornalista, critico enogastronomico e sommelier, e si occupa di enogastronomia ed economia agricola dalla metà degli anni Ottanta. Ha curato rubriche sui quotidiani QN – Il Giorno – La Nazione – Il Resto del Carlino e Libero, e scrive sui mensili Class e Gentleman. Tra le esperienze più significative, è stato direttore de Il Sommelier italiano, rivista ufficiale dell’Associazione Italiana Sommelier, ed è stato per sei anni responsabile della Lombardia della Guida ai ristoranti d’Italia de L’espresso. E’ coautore del Gatti Massobrio, il taccuino ai ristoranti d’Italia.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…