La Liguria sugli sci

Le previsioni, finalmente, parlano di pioggia e neve dopo un inverno al profumo di primavera. E allora quale migliore occasione per parlare della Liguria sugli sci? E si, perché pur essendo una regione di mare, la nostra ha anche la possibilità di raggiungere le piste da sci in meno di un’ora. Santo Stefano d’Aveto, in provincia di Genova e Monesi, in provincia di Imperia, hanno impianti di risalita e piste che nulla hanno da invidiare a quelle piemontesi, lombarde, venete. Buona lettura. 


 Monesi è una frazione di Triora, in provincia di Imperia, sulle Alpi liguri. Monesi è l’unica frazione triorese non situata nella valle Argentina ma in val Tanaro e per questo è più facilmente raggiungibile dal comune di Mendatica. Nei pressi di Monesi nasce il fiume Tanaro, inizialmente con il nome di Tanarello, importante affluente alpino del Po.

Monesi è posta a 1376 m s.l.m. alle pendici del monte Saccarello – 2201 m s.l.m. – il monte più alto della Liguria. Sull’anticima, a 2164 m di quota fu posto nel 1901 il monumento al Redentore, a simbolo e protezione delle Alpi Marittime, la posa della statua rientra in un più generale progetto di celebrazione per il Giubileo del 1900.  Monesi è una stazione sciistica: nata a metà degli anni cinquanta, visse il suo periodo più florido negli anni sessanta e settanta, allorché poté disporre di cinque impianti di risalita, quattro skilift (uno dei quali con l’illuminazione per lo sci in notturna, il primo in Italia) e una seggiovia (per molti anni la più lunga d’Europa), una pista di pattinaggio, una piscina ed alcune strutture alberghiere e condominiali, meritando a ragione l’appellativo di “piccola Svizzera ligure”.

Sono operanti una seggiovia, due skilift, un bar, un albergo, un negozio di alimentari e un altro di noleggio sci. Le due sciovie in funzione permettono di usufruire di alcune delle vecchie piste (la “verde”, la “rossa”, la “blu”, il “muro”, il “Plateau”, le “strade”, di varia difficoltà) e di molti fuoripista che scendono dalle pendici del monte Saccarello, vera attrazione attuale di Monesi in inverno oltre allo sci alpinismo, per una superficie sciabile pari a circa 330 ettari.

A Monesi si possono praticare anche trekking lungo i numerosi sentieri che passano sui crinali del monte Saccarello, particolare rilievo montano poiché crocevia di confine tra Liguria (Provincia di Imperia), Piemonte (Provincia di Cuneo) e la Francia (Alpi Marittime), il mountain biking, le passeggiate a cavallo nei percorsi attrezzati della Val Tanarello, il rafting in due tratti del torrente Arroscia (4 km tra Montegrosso Pian Latte e Ponti di Pornassio e 5 km tra Ponti di Pornassio e Pieve di Teco) e il parapendio nei pressi di San Bernardo di Mendatica.

Santo Stefano d’Aveto, grazie agli impianti di risalita posti nella vicina frazione di Rocca d’Aveto, è stata dagli anni cinquanta in poi una florida stazione sciistica che attirava sciatori e turisti dall’intera Liguria e dalle vicine Emilia e Lombardia. Gli impianti erano costituiti da una bidonvia e due skilift posti sulle pendici del monte Bue. Dopo alcuni anni di scarso innevamento e di crisi economica della società proprietaria degli impianti (di cui il comune deteneva la quota di maggioranza) nel 1993 essi sono stati chiusi ad eccezione del piccolo skilift del Pratobello che conta di una breve pista baby con illuminazione notturna ed innevamento artificiale tuttora attiva.

Dal 26 dicembre 2008, a fronte di investimenti atti allo sviluppo del turismo montano della Regione Liguria, a Santo Stefano d’Aveto è attiva una nuova seggiovia, un nuovo skilift (2009) ed un tapis roulant con snowpark sulle pendici del monte Bue costruiti per rilanciare il turismo invernale ed estivo. Ad aggiungersi alla costruzione di questi impianti è stata anche effettuata la ristrutturazione e l’ingrandimento del rifugio del Prato della Cipolla.

Tra la primavera-estate del 2010 è stato appaltato un secondo lotto maggiore di lavori con la costruzione dell’impianto di innevamento artificiale (con costruzione di un laghetto artificiale), la ristrutturazione del rifugio del Monte Bue (1780 metri) e una nuova seggiovia biposto in continuazione della prima, già in funzione. 

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…