La Madonna del Vento ad Alassio

Il luogo sacro di cui parliamo oggi non è di quelli famosi ma, per gli alassini e i ponentini in genere, ha un grande valore come simbolo della marineria di un tempo, fatta di pescatori, gente rude che stava in Sardegna tre mesi all’anno per pescare il tonno e rientrare poi con ventra e mosciamme. Oggi la chiesa della Madonna del Vento è tornata sulle pagine dei giornali anche perché è stata acquistata (o almeno è in procinto di esserlo) da una società che fa capo a Silvia ed Antonio Ricci, da sempre impegnati nella salvaguardia del patrimonio storico e culturale del Ponente. Le poche righe che raccontano l’oratorio e la chiesa sono arricchite dalla fotografie di un amico, Francesco Franco Pelle, un tempo orafo e orologiaio e oggi fotografo a tempo quasi pieno.

Eretto dai marinai di Alassio nel XIII secolo e in seguito riedificato dapprima nel XV secolo e in ultimo nel XVII secolo, è situato lungo la mulattiera che da Parco Fuor del Vento porta in regione Costa. Al suo interno racchiude non capolavori ma testimonianze della fede più genuina del Ponente savonese.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…