La storia del teatro di Albenga in un libro di Mario Moscardini 

Mario Moscardini ha scritto un nuovo libro, ovviamente sulla storia di Albenga, il suo teatro, questa volta, grazie al tipografo ed editore Bacchetta che con “Il Teatro di Albenga” descrive i periodi storici che accompagnano la nascita del glorioso Teatro costruito nel 1807 durante l’Impero Napoleonico sino alla sua distruzione avvenuta nel 1938 in epoca fascista. L’autore descrive con il sostegno di documenti storici i centotrenta anni di vita del più importante centro culturale e artistico della Città: i primi spettacoli tenuti nel periodo francese, le stagioni teatrali nell’epoca del Regno di Sardegna, gli splendori del Carnevale nella cosiddetta Belle Epoque, il silenzio negli anni della Grande Guerra, il lento declino nel ventennio fascista. Con l’accompagnamento di locandine e repertori originali vengono ricostruite intere stagioni teatrali con la presentazione delle “Compagnie Drammatiche” che si sono succedute sul palcoscenico del Teatro albenganese, i successi di pubblico, gli immancabili “fiaschi”, i rapporti spesso difficili e burrascosi con le varie Amministrazioni comunali.

Non mancano nel libro le descrizioni degli interminabili Carnevali dell’Ottocento, accompagnati dai mitici “Veglioni”, le magiche notti consumate in danze e feste mascherate ricordate da intere generazioni di albenganesi e tramandate ai posteri come il sogno di un’epoca dorata. L’amore della Città verso il Teatro è così sentito che nascono in vari periodi le “Filodrammatiche”, Compagnie di giovani dilettanti che si improvvisano attori a scopo di beneficenza. L’autore ricorda anche un altro aspetto del Teatro Civico, che non è stato solo luogo di divertimento, ma centro di manifestazioni sociali in occasione di eventi storici e politici che hanno coinvolto in diverse occasioni l’intera Città. Viene infine descritta la sciagurata distruzione del Teatro e l’infinita serie di promesse che gli uomini politici di un passato non dimenticato avevano fatto alla popolazione: ricostruire una struttura più moderna e più adatta alle esigenze culturali di Albenga. Una promessa non mantenuta che ha lasciato un vuoto immenso nella Città e ha proiettato il Teatro in una sorta di mito cittadino. E proprio da questo sogno perduto è nato il libro voluto dall’Editore Bacchetta per ricordare i suoi cari che nel Teatro avevano recitato come filodrammatici.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…