La voce della Sibilla a Genova

L’appuntamento di dicembre della Stagione La Voce e il Tempo, organizzata a Genova da Musicaround, è dedicato a una nuova produzione che ha al suo centro un’opera di tradizione catalana, dichiarata nel 2010 dall’Unesco Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Il canto della Sibilla è uno dei più affascinanti documenti della cultura europea medievale e, attraverso diciassette secoli di storia, arriva fino ai giorni nostri. Ancora oggi infatti, nelle chiese di alcune località del Mediterraneo, la notte di Natale un bambino rivestito di un manto rosso e con la spada in mano intona un testo in volgare catalano che profetizza il giorno dell’estremo Giudizio. Le origini remote di questo testo risalgono all’epoca che vede il tramonto della civiltà pagana e l’affermarsi del Cristianesimo. La Sibilla è il solo personaggio del mondo pagano a entrare nella liturgia, quale annunciatrice della seconda venuta di Cristo il giorno del Giudizio Universale. Dopo il Concilio di Trento, il rito della Sibilla fu abolito dai libri della liturgia ufficiale, ma continuò ad essere praticato in varie località. Già tradotto fin dal Medioevo in varie lingue volgari, è tuttora cantato in catalano in alcuni centri delle Isole Baleari e della Sardegna. Ad illustrare l’evoluzione storica di questa particolare tradizione sarà il musicologo Angelo Rusconi, impegnato in una conferenza che si terrà giovedì 14 dicembre alle 17.30 presso la Biblioteca Universitaria in salita S. Giovanni di Pré.

 

Il concerto, una nuova produzione che vede coinvolti cantori dei corsi MAP Musica Antica a Palazzo e Arkansé e strumentisti ospiti, vede protagonista la cantante di madre lingua catalana Eugenia Amisano, particolarmente legata a questa tradizione cui ha più volte partecipato nella Cattedrale di S. Maria del Mar di Barcellona. Sede dell’evento sarà la suggestiva Abbazia di S. Stefano (da via XX settembre), venerdì 15 dicembre alle ore 21, ingresso a libera offerta.

 

Eugenia Amisano

Diplomata in teatro-danza alla scuola d’arte drammatica “Paolo Grassi” di Milano, studia canto con la madre Carmen Vilalta, docente e cantante lirica catalana, attraverso la quale si avvicina al mondo musicale della Spagna. Fra i suoi maestri Hervè Diasnas, Claude Coldy, Adriana Borriello, Giovanni Di Cicco (danza), Francesca Breschi, Elena Ledda (canto), Lia Ruscica e Simona di Spirito (flamenco), Maria Consagra e Federica Granata (teatro). Partecipa a varie produzioni teatrali, insieme alla compagna Erica Giovannini, con lei fondatrice del Teatro Equilibrista (“Zeljane” 1996; “Natasha” 2002), e per le compagnie Rigolo Tanzendes Theater, Svizzera; Cie J.F. Duroure, Francia; Vera Stasi, Italia ecc.; alle operine “Peter Pan” di Nicolini-Basevi (2003) e “La casa dei mostri” di P.Furlani (2005), entrambe produzioni del teatro Carlo Felice di Genova (repliche al Teatro La Fenice di Venezia, 2006, e al Teatro Comunale di Firenze, 2007); al cortometraggio “Il maleficio della farfalla” di C.Genta su testo di F.G.Lorca (2005) e allo spettacolo “Offerta speciale” di H.Pinter (regia F.Granata, 2006). Nel 2001 partecipa alla Biennale dei giovani artisti del Mediterraneo a Sarajevo, con cantanti e percussionisti ovest ed est-europei. Cocci di mare” del gruppo Avarta e “Balance” di Paolo Traverso, con il quale collabora stabilmente nei suoi progetti musicali e con cui crea il duo Cadira nel 1999. Insieme a Paolo, ai percussionisti marocchini Kamal e Taoufiq Essahbi e al flautista persiano Mansour Beiglar, canta nello spettacolo “Aux Frontières” della coreografa Mirjam Sutter (Zurigo 2007). Collabora con i musicisti Ivano Battiston (fisarmonica) e David Bellugi (flauti) proponendo un repertorio di canzoni klezmer e tanghi di Astor Piazzolla. Con l’ensemble “Accademia Viscontea” di Milano tiene concerti e lezioni-concerto sulla musica medievale e barocca. Tiene inoltre laboratori di musica e movimento nelle scuole.

 

Info e prenotazioni

lavoceiltempo@gmail.com – +39 338 1965248+39 347 3125175

Associazione Musicaround – www.musicaround.org

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...