Laigueglia, il torinese che ha trasformato la spiaggia in giardino

Ha salvato il Giglio di Mare dall’estinzione e lo ha fatto rinascere in spiaggia. Livio Lovisone, architetto torinese, ha creato la spiaggia destinata al turismo balenare uscendo dai classici canoni e dal binomio “lettino-ombrellone” dando origine ad uno spazio in armonia con la natura e con le sue leggi. Un’ambiente pensato per il benessere del turista, della flora e anche degli animali. Ma non è tutto. Livio, nella sua osservazione dell’ambiente marino e in un’ottica pensata a rivalutarne ogni singolo aspetto durante la stagione invernale raccoglie i legni levigati dal mare e sbiancati dal sale che vengono lasciati sulla battigia dalle violenti mareggiate per dargli una nuova vita. Infatti nel suo laboratorio all’aria aperta trasforma questi tronchi facendone piccole grandi opere artistiche. Alcune opere sono poste direttamente nei percorsi della spiaggia come i grandi Totem dedicati all’esploratore Thor Heyerdhal altre sono in esposizione nel “nuovo” Ristorante di Laigueglia “Stracqui” il cui nome (in dialetto) significa proprio “portati dal mare”.


I Bagni Capo Mele, a Laigueglia, proprio sotto quella Colla Micheri amata da Heyerdhal, sono divetati un’oasi naturalistica, una spiaggia che non si limita ad offrire il massimo del confort ai bagnanti alla ricerca di un luogo fuori dalla massa per vivere la vacanza balneare, ma un vero giardino sul mare. Un’oasi dove grazie alla collaborazione con l’Università di Genova e la Provincia di Savona e la ex Comunità Montana sono state reimpiantate alcune specie autoctone rare. Si ratta delle principali psammofite e in particolare del prezioso Giglio di Mare. Un tempo questo giglio era l’abitante indiscusso degli arenili e delle dune più selvagge. A seguito dello sviluppo del turismo balneare e alla conseguente creazione delle spiagge attrezzate queste piante endemiche sono via via andate scomparendo. Il Giglio di mare (in greco Pankràton -che significa tutta forza- Maritimum proprio per la sua bellezza e rarità è stata dichiarata “specie vegetale protetta”. L’Oasi Capomele è uno dei pochissimi luoghi in Italia e l’unico in Liguria, dove si possono ammirare queste piante, oltre al Giglio di Mare (o Giglio che nuota) nascono oggi spontaneamente anche il Papavero delle spiagge, il Finocchio selvatico e l’Erba Kali. Una delle aree dell’Oasi Capo Mele poi, è destinata all’accoglienza degli amici a 4 zampe, per cui lo stabilimento balneare ha ricevuto, tre anni fa, il riconoscimento ufficiale da parte dell’allora Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. All’oasi Capo Mele il benessere di animali e padroni è una priorità, ed è per questo che ogni cane che entra nella spiaggia ha a disposizione la doccia bau, acqua per dissetarsi, spazi per correre, tutto il necessario perché il padrone possa pulire dopo i bisogni fisiologici dell’animale, e perfino la possibilità di fare un bagno in mare nel rispetto delle direttive previste dalle ASL e dalla Protezione Animali Enpa.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…