L’arte di dipingere con le pietre

Quante volte li abbiamo calpestati senza nemmeno accorgerci di camminare su opere d’arte? I sagrati di molte chiese liguri sono, infatti, veri capolavori, se non propriamente di arte di altissimo artigianato, quello dei rissaiêo, artigiani (alcuni operanti ancora oggi) specializzati nel disegnare splendidi ornamenti, mosaici con i ciottoli di mare e fiumi. Oggi parliamo brevemente di queste opere d’arte, legate strettamente ad un’altra tradizione artistica della Liguria, le infiorate.

 

Rissêu è il nome dell’acciottolato, cioè di una pavimentazione in mosaico di ciottoli, lasciando sottinteso il termine “astrego”, lastricato. Con questo nome si intende quel tipo particolare di mosaico di ciottoli che si è sviluppato nella nostra regione a partire dal 1400 circa fino alla metà del ’900, con momenti di particolare fortuna tra il 1700 e il 1800, legato al paesaggio, agli spazi dei sagrati liguri, agli specifici materiali naturali presenti nelle spiagge, alle caratteristiche della religiosità popolare e della tradizione nobiliare.

 

La tecnica del mosaico di ciottoli è antichissima e si è sviluppata in particolare in Grecia tra il V e il III secolo, per poi trasformarsi a poco a poco nella tecnica del mosaico a tessere. Nei secoli successivi  ancora sono stati realizzati acciottolati, ma in modo discontinuo e spesso naif, nell’area del mediterraneo – in particolare in Spagna e in Grecia -e qualcosa anche nella città di Friburgo, ma niente di paragonabile alla rinascita ligure, un fenomeno che per complessità, ricchezza grafica e varietà di utilizzo non ha uguali al mondo.

 

Ancora oggi per fortuna sono decine e decine le testimonianze di questa tecnica, sparse per tutta la Liguria, da Ponente – compresa la zona di Mentone – a Levante, sia sulla costa che nell’entroterra, con differenze tra zona e zona per i materiali utilizzati. Un patrimonio che meriterebbe, neanche a dirlo, di essere valorizzato sia culturalmente che turisticamente

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…