Le chiavi della città di Savona consegnate a Cicciolin

Domenica 22 gennaio Cicciolin arriverà dal mare per ricevere le chiavi della città di Savona. Il popolare re del Carnevale savonese sarà accolto dal presidente e dai componenti del Consiglio Grande della “A Campanassa”, da tanti cittadini e alcune maschere gemellate con Savona. Come ogni anno il corteo terminerà la sua sfilata in Comune per ricevere dal sindaco Ilaria Caprioglio le chiavi della Città e aprire ufficialmente il Carnevale.

IL PROGRAMMA

Ore 15,30: Ritrovo delle maschere partecipanti davanti alla Campanassa

Ore 16: Arrivo dal mare, davanti allo scaletto della Torretta, a bordo del veliero “Ladies First” comandato da Giuseppe Veirana, di Sua Maestà Cicciolin, re del Carnevale di Savona.

Segue la sfilata per le vie cittadine (Via Gramsci, Calata P. Sbarbaro, C.so Mazzini, C.so Italia, Via Niella, Piazza Mameli, Via C. Battisti, C.so Italia, P.zza Sisto IV) con arrivo verso le ore 17,30 alla Casa Comunale, ove si svolge la cerimonia di consegna delle chiavi della Città da parte del sig. Sindaco alla presenza delle autorità cittadine. Proclamazione, quindi, dell’inizio ufficiale del Carnevale con investitura di Sua Maestà Cicciolin.

Ore 18: Giro per il centro cittadino di tutte le maschere e accoglienza da parte dei commercianti.

Ore 19: Ritorno in Campanassa e poi a cena con Cicciolin.

LA STORIA DI CCCIOLIN SCRITTA DA SILVIA BOTTARO 

Cicciolin è stato creato nel 1953 dal pittore savonese Romeo Bevilacqua e donato dallo stesso alla Campanassa e dunque alla città. Ricordiamo che Cicciolin è iscritto all’Albo Ufficiale delle Maschere Italiane, insieme a quelle più celebri della tradizione italiana.

Il 24 gennaio 1953 il ceramista e pittore Romeo Bevilacqua (1908-1958) presentava, ufficialmente, la maschera savonese e della Provincia “Cicciolin”, donata dallo stesso all’Associazione “A Campanassa” con atto notarile. Tale maschera, che rappresenta un marinaio, e’ stata da subito elevata al rango di Re del Carnevale di Savona. Ha sette figli con sette mogli diverse uno per ogni porto, di aspetto burbero, ma di animo nobile e generoso, furbo, mai servile né pedante, porta al collo tre collane: una di colore verde che rappresenta le nostre colline, una di colore marrone che rispecchia la nostra Terra e una di colore azzurro che simbolizza il nostro mare. Questa maschera e’ inserita nell’albo ufficiale delle 50 maschere italiane e ha un seguito composto dalla dama  “A Signua” dalle damigelle, dalle popolane, dal mazziere , dal giullare, e dai suoi marinai.

Bevilacqua iniziava la descrizione di questa sua “creatura” così: “Cicciolo è l’appellativo, un po’ scherzoso a volte maligno, e non sempre usato a proposito per indicare il tipo di Savonese in genere…”. Vantava una discendenza “illustre” da Cristoforo Colombo, all’inizio la sua professione era pignattaro, poi creatore di ceramiche, infine marinaio e commerciante. Negli anni Cinquanta del Novecento Sua Maestà Cicciolin, Re del Carnevale, arrivava in notturna dal mare, alla Torretta, dove riceveva le chiavi della Città dal Sindaco per governare nel segno del sorriso e dello scherzo. Ogni anno era composto un inno diverso, lo stesso per i maestosi carri (ancora presenti nel ricordo vivido di molti Savonesi tra cui chi scrive) che procedevano per le vie del centro coperte da un tappeto di coriandoli colorati e da un gran frastuono. Molte bande musicali accompagnavano la sfilata con gruppi di maschere e complessi folcloristici. Ogni anno si ospitavano compagnie da altre Città – Torino, Mondovì, ecc..- e Renzo Aiolfi, visto il suo incarico di Assessore del Comune di Savona, era sempre in prima fila col Sindaco del tempo a ricevere e consegnare le artistiche ceramiche quale omaggio agli ospiti, in un clima di grande partecipazione ed allegria. C’era anche la rivista ufficiale del carnevale, edita dai Fratelli Spirito e dai Fratelli Sabatelli, dove, per esempio, nel 1955 la copertina era stata creata da Piero Vado con un Pierrot che srotolava il manifesto ufficiale dell’edizione, opera del grande cartellonista savonese Mario Bonilauri.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…