Le grotte di Borgio Verezzi diventano una palestra tra la storia

Le Grotte borgesi hanno una storia relativamente recente. Anche se la scoperta ufficiale risale al 1933, la loro presenza era già nota agli abitanti della zona, che si erano accorti che le acque del Rio Battorezza, in alcuni tratti del loro percorso, sembravano essere inghiottite dalla terra. Questo fenomeno però non impediva l’esondazione periodica del rio, che devastava i campi attorno. Fu proprio negli anni Trenta, in seguito all’ennesima alluvione, che l’acqua riuscì a sfondare un sottile diaframma di roccia nell’alveo del torrente Battorezza, scomparendo nel sottosuolo. Nel 1933, tre ragazzini di Borgio, seguendo il corso dell’acqua, entrarono nella prima sala di una nuova grotta, mai esplorata, dove scrissero col fumo delle candele la data ed i loro nomi: Lillo, Tito e Valentino. Nessuno si rese realmente conto dell’entità della scoperta fino al 1951, anno in cui Giovanni Dentella, alla guida del Gruppo Speleologico Ingauno, iniziò l’esplorazione sistematica della grotta, scoprendo un complesso di sale e gallerie che si snoda per alcuni chilometri al di sotto dell’abitato di Borgio. Fu lo stesso Dentella, colpito dalla straordinaria bellezza di quel mondo sotterraneo, ad ideare e realizzare il percorso turistico inaugurato il 29 Giugno 1970.

Da allora, le Grotte di Borgio Verezzi sono state percorse da centinaia di migliaia di visitatori, con una media di 25/26.000 presenze l’anno nell’ultimo quinquennio.

Da qualche tempo, però, le grotte non sono solo visitabili ma sono diventate una vera e propria attrazione sportiva e ludica con il nuovo percorso speleologico “Avventura”, alternativo e complementare a quello turistico, studiato per invogliare turisti e residenti a conoscere meglio il mondo sotterraneo e le Grotte di Borgio Verezzi, attraverso un’esperienza unica. Si tratta di un percorso creato in tutta sicurezza, per vivere un’esperienza speleologica alla portata di tutti: ci si potrà immergere nel mondo sotterraneo delle Grotte muniti di caschetto, torcia, tuta e imbragatura, accompagnati per circa tre ore da guide esperte. Il progetto nasce da un sodalizio fra l’Associazione Sportiva AriAperta con il Gruppo Speleologico di Borgio Verezzi, su impulso e con la collaborazione e il contributo del Comune di Borgio Verezzi, che gestisce il sito turistico tramite guide qualificate che accompagnano i visitatori.

“L’Associazione AriAperta nasce nel comprensorio della Valle del Carmo da un gruppo di persone amanti degli spazi aperti, del proprio territorio e del divertimento in compagnia. Il progetto AriAperta parte dalla collaborazione spontanea ed immediata tra vecchi amici, provenienti da passioni e settori diversi. La nostra proposta” – spiegano i due soci – “si pone a pieno titolo nel mercato dell’outdoor, con l’organizzazione di pacchetti mirati per ogni tipo di attività sportiva e turistica, spaziando dal mare alla montagna. Mountain bike, trekking, ma anche gite a cavallo e ciaspolate nella neve, snorkeling, escursioni in grotta: queste (e non solo) le proposte dell’associazione, che oggi con il Percorso Avventura amplia ulteriormente la sua gamma di offerta”.

Il Gruppo Speleologico (da sempre impegnato nello studio e nella tutela delle nostre Grotte), che da oltre un anno e mezzo studiava il possibile percorso “avventura” insieme all’Amministrazione e ai vari uffici comunali, ha trovato in AriAperta un grande sostegno organizzativo e logistico, che ha permesso di fatto la concreta realizzazione del progetto.

La partecipazione al percorso Avventura avverrà su prenotazione diretta ad AriAperta. Il “viaggio nel tempo sotterraneo”: un’esperienza naturalistica, fisica, sensoriale e mentale assolutamente da provare.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…