Le sorelle Materassi a Verezzi

Mercoledì 10 e giovedì 11 agosto,al festival tearale di Borgio Verezzi, andrà in scena in piazzetta Sant’Agostino, alle 21,30, per l’adattamento firmato da Ugo Chiti, uno dei più importanti drammaturghi italiani, del capolavoro di Aldo Palazzeschi: “Sorelle Materassi”. Sul palco per la regia di Geppy Gleijeses saranno Lucia Poli e Milena Vukotic, affiancate da Marilù Prati, Gabriele Anagni, Sandra Garuglieri, Luca Mandarini e Roberta Lucca (inizio spettacolo ore 21,30).Prima della prima, e ci srà scusato il gioco di parole, il Festival verezzino riceverà il Premio Tatiana Pavlova per le manifestazioni teatrali, promosso dall’Associazione culturale Tatiana Pavlova di Porto Venere. “Il Festival di Borgio Verezzi – si legge nella motivazione – rappresenta oggi una delle più importanti manifestazioni teatrali italiane ed europee. L’impegno e la costanza hanno premiato i promotori, che hanno visto lontano e hanno costruito un modello di grande interesse culturale e sociale. Un faro in un’Italia dove l’arte è nata ma spesso non è più amata come un tempo. Il Festival testimonia la grande passione per l’arte di una comunità tutta, che è riuscita a realizzare il progetto di trasformare Verezzi, isola dei poeti e degli innamorati, in un meraviglioso spazio teatrale. Un risultato straordinario, che dura nel tempo e dimostra quanto la passione, l’entusiasmo e l’amore riescano a vincere difficoltà e problemi”. 

La trama delle Sorelle Materassi. Ambientato nei primi anni del XX secolo nel sobborgo di Firenze Coverciano, “Sorelle Materassi” narra la vicenda di quattro donne che vivono una vita tranquilla e isolata. Tre di loro (Teresa, Carolina e Giselda), sono sorelle: le prime due sono nubili, la terza è stata da loro accolta essendo stata respinta dal marito. Teresa e Carolina sono abilissime sarte e ricamatrici e vivono cucendo corredi da sposa e biancheria di lusso per la benestante borghesia fiorentina. Giselda, delusa dalla vita, tende all’isolamento e si lascia tormentare da un rabbioso risentimento. Una dose di popolaresco ottimismo e di serena saggezza è introdotta nella vita familiare dalla fedele domestica Niobe, che tranquillamente invecchia insieme alle padrone.

Tutto sembra scorrere su tranquilli binari quando nella casa giunge Remo, il giovane figlio di una quarta sorella morta ad Ancona. Bello, pieno di vita, spiritoso, il giovane attira subito le attenzioni e le cure delle donne, i cui sentimenti parevano addormentati in un susseguirsi di scadenze sempre uguali. Istintivamente Remo si rende conto di essere l’oggetto di una predilezione venata di inconsapevole sensualità e approfitta della situazione ottenendo immediata soddisfazione a tutti i suoi desideri e a tutti i suoi capricci. Il sereno benessere della vita familiare comincia ad incrinarsi: Remo spende più di quanto le zie guadagnino con il loro lavoro e le sue pretese non hanno mai fine. Giselda è l’unica a rendersi conto della situazione ma i suoi avvertimenti rimangono inascoltati. A poco a poco Teresa e Carolina spendono tutti i loro risparmi per soddisfare le crescenti esigenze del nipote, poi iniziano a indebitarsi e infine sono costrette a mettere in vendita la casa e i terreni che avevano ereditato dal padre.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…