Le torte della Federazione italiana cuochi per la colonia delle Tagliate a Valleggia

Immersi nel verde, a quasi 700 metri di altezza sul livello del mare, all’interno di una faggeta tra le più belle d’Italia, non c’è neanche la televisione. Per divertirsi i bambini giocano a palla avvelenata, ruba bandiera, nascondino, mosca cieca. Giochi dei quali alcuni giovanissimi non conoscono neanche il nome. Non mancano il ping pong e il calciobalilla. E se piove ci sono il Monopoli, il gioco dell’oca, le carte, la dama e gli scacchi. Si gioca a pallavolo e a calcio, e si fanno lunghe passeggiate lungo i sentieri della zona. Sono cambiate le strutture, le epoche, il mondo, ma ancora oggi le colonie delle Tagliate, a Valleggia, sono in piena attività. La prima volta che aprirono ai giovani fu nel 1949, grazie don Genta, l’allora parroco di Valleggia. Don Genta, detto “U Pùe” sia perché con la sua Balilla alzava nuvoloni di polvere, sia per il carattere deciso del tipico ligure che non vuole perdere tempo, ha seminato moltissimo a Valleggia. Domenica 13 maggio, nell’ambito di Borgo Fiorito, pomeriggio di giochi e passeggiate nella natura e nella storia, l’Associazione Valleggia Superiore e Gagliardi, organizza una vendita di torte, preparate da ristoratori e soci della Federazione Italiana Cuochi, guidata a livello regionale da Stefano Beltrame e da Gregorio Meligrana a livello provinciale. Il ricavato servirà a contribuire alla manutenzione delle storiche colonie.

 

Le Tagliate sono una meta per molti bambini, soprattutto di Valleggia, divertimento e ritorno alle cose più genuine del passato. Si tratta di una struttura costruita negli anni Sessanta e utilizzata prima come colonia estiva, oggi come campo solare per i bambini.

La storia delle Tagliate, come esperienza per i ragazzi, si apre quando, nel 1949, il parroco don Genta portò i bambini in colonia per la prima volta. Allora la colonia non era la stessa, ma un’altra struttura, ancora oggi presente ma in cattive condizioni. Una volta a dirigere il soggiorno in colonia vi erano le suore, e l’animazione era assai diversa da quella che viene proposta attualmente. Inoltre il periodo di permanenza era più lungo, un mese circa, e i turni erano divisi anche fra maschi e femmine. Nel corso degli anni però, la modalità di questa esperienza e la vita stessa in colonia cambiò. Al giorno d’oggi i bambini vengono alle Tagliate anche per separarsi dalle innovazioni del mondo moderno e ritornare ai tempi passati. Di fatti, quando i bambini vanno in su scoprono un mondo nuovo, privo di tecnologia, semplice e bellissimo. Si fa un vero e proprio salto nel passato per rivivere le emozioni, le fatiche e il divertimento all’aria aperta. Per questi motivi gli animatori hanno stabilito alcune regole che impediscono alla modernità di invadere anche il fazzoletto di terra delle Tagliate che resiste già da tanto tempo.

Un’innovazione degli ultimi anni prevede anche la questione dei rifiuti zero, che consiste nel non produrre rifiuti e che prevede ulteriore sforzo e impegno, ma appunto nel rispetto massimo della natura e del straordinario ambiente di quei luoghi. Ovviamente alle Tagliate non operano soltanto gli animatori, ma anche una parte indispensabile dello staff: le cuoche, le donne addette alle pulizie, gli organizzatori e ovviamente il parroco. Grazie a queste persone e al loro sforzo le Tagliate riescono a sopravvivere, anno dopo anno, estate dopo estate, regalando momenti indimenticabili a centinaia di ragazzi.

Anche le regole delle Tagliate sono ispirate alla semplicità e alla genuinità del luogo. I bambini possono esprimersi in merito alla quantità di cibo che desiderano, a patto che finiscano tutto! Non è concesso avanzare cibo nel piatto, e se possibile si finisce tutto, anche l’ acqua nel bicchiere. Non ci si alza dal tavolo fino alla fine del pasto, che viene segnalata dagli educatori. Il cibo personale è concesso solo se viene condiviso con tutti i ragazzi della colonia. Tutti gli alimenti vengono messi in comune e distribuiti a tutti in momenti stabiliti. Non consentiti coltellini o simili. Non ci si allontana dal gruppo se non col consenso degli educatori. Per tutta la durata del soggiorno l’uso del telefonino non è consentito così come quello di pc portatili, game-boy, lettori cd o mp3 e simili. La sveglia è stabilita dagli educatori, e nel caso in cui qualcuno si sveglia prima, si rimane a letto, in silenzio, fino all’ora convenuta. I bambini non possono accedere alla cucina, e l’accesso ai dormitori è consentito solo per il riposo. Al mattino, prima di colazione, occorre farsi il letto, lavarsi, mettere in ordine gli indumenti, mettere la valigia sopra il letto e fare in modo che il pavimento sotto il letto sia completamente libero, per consentire le pulizie.

 

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...