Lirica e Gnu Quartet al Priamar

Torna la lirica al Priamàr e arriva la grande festa dell’estate, con musica, degustazioni, fuochi d’artificio e l’immancabile brindisi sotto le stelle. Venerdì 28 luglio, alle 2, la Fortezza aprirà i battenti con Cavalleria Rusticana, atto unico di Pietro Mascagni tratto dall’omonima novella di Giovanni Verga. L’opera sarà preceduta alle 19,30 da una Conversazione e videoproiezione su Pietro Mascagni a cura di Roberto Iovino.
Cast: Silvia Beltrami, Giuseppina Piunti (Santuzza); Adriana Iozzia (Lola); Lorenzo Decaro (Turiddu); Federico Longhi (Alfio); Sabina Cacioppo (Lucia). Direttore: Alessandro D’Agostini. Regia: Francesco Torrigiani. Scene: Pier Paolo Bisleri e Greta Podestà. Costumi: Greta Podestà. Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice di Genova. Maestro del Coro: Patrizia Priarone
Sabato 29 luglio, a partire dalle 21 Festa d’Estate in Fortezza.
Ore 21.00: Cavalleria Rusticana

Ore 22.30 / 23.00: Brindisi e fuochi d’artificio. I fuochi sono realizzati dall’Associazione Bagni Marini

Ore 23.30: Concerto aperto alla città, protagonista il Gnu Quartet: 

Roberto Izzo (violino), Raffaele Rebaudengo (viola), Stefano Cabrera (violoncello), Francesca Rapetti (flauto).

GNU QUARTET. Quartetto musicale genovese nato nel 2006 sotto la stella della P.F.M. al Teatro Nazionale di Milano per una serata speciale dedicata al compleanno di Fabrizio De Andrè gli GNU con strumenti classici, spazieranno da Niccolò Fabi ai Negramaro, dagli Afterhours alla PFM.

CAVALLERIA RUSTICANA

Se il manifesto del Verismo musicale è considerato il Prologo de I Pagliacci (1892) di Leoncavallo, tuttavia la prima opera integralmente verista è proprio Cavalleria Rusticana, tratta dall’omonima novella di Giovanni Verga. Andata in scena per la prima volta nel 1890 al Teatro Costanzi di Roma (ma nel 1889 aveva già vinto il primo premio di un concorso bandito dall’editore Sonzogno), l’opera ebbe uno straordinario successo e sancì la fama di Pietro Mascagni. Sintesi perfetta di effusione melodica ed impeto drammatico, vitalistica e a tratti violenta nell’espressione, dal ritmo narrativo serrato, Cavalleria ha il pregio di una mirabile unità stilistica e teatralità: un’adesione al Verismo che lega la ricerca musicale all’ambito letterario coevo e che inserisce il teatro musicale, a pieno titolo, nell’ambito culturale novecentesco. Storia di vita quotidiana, personaggi delle classi povere, linguaggio diretto e aggressivo, a volte polemico, venato di folklorismi e tratti dialettali e al servizio di passioni sfrenate: queste le caratteristiche dell’opera verista, tradotte – musicalmente – con una maggiore libertà metrica, con declamati alternati a brevi frammenti melodici, con un’orchestra che arriva spesso ai limiti del “rumore”.

E a proposito del finale, che in fase di preparazione prevedeva alcuni versi musicati, Mascagni scrive: <Scusate amici, ma gli ultimi versi non mi vanno. Mi sembra raffreddino la mirabile conclusione del dramma. Per suscitare commozione negli uditori bastano le parole “Hanno ammazzato compare Turiddu” e nemmeno quelle musicherò. È sufficiente che queste arrivino agli orecchi degli spettatori come avviene nelle recita del dramma verghiano>.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…