Loano, Quaglieni presenta le Figure dell’Italia civile

Venerdì 10 marzo alle 17,30 in sala consigliare a Loano Gianni Ballabio e Claudia Ghiraldello presentano in dialogo con l’autore Pier Franco Quaglieni “Figure dell’Italia civile”, edito da Golem. Introducono Maria Vittoria Barroero e Betty Bolognesi.Questo il giudizio di Achille Ragazzoni, Presidente dell’Istituto per la Storia del Risorgimento di Bolzano, a proposito di “Figure dell’Italia civile” di Pier Franco Quaglieni: “Sovente si trovano libri che assemblano articoli – in gergo giornalistico definiti “coccodrilli” perché scritti in morte di personaggi illustri – in cui uomini piccoli si fanno grandi per avere avuto – magari anche solo superficialmente – l’occasione di conoscere grandi uomini. Ed i profili di questi grandi sono tutti rigorosamente encomiastici, nulla aggiungono, nella sostanza, ad una maggiore effettiva conoscenza della vita e dell’opera dei ricordati. Questo genere di libro può, per ciò che mi riguarda, andare tranquillamente al macero. Invece questo libro di Pier Franco Quaglieni, Figure dell’Italia civile, pp. 188, Golem Edizioni, Torino 2017 www.golemedizioni,net NON è un libro del genere, anzi! Quaglieni scrive di grandi personalità che direttamente (un paio solo indirettamente) ha conosciuto, sottolineandone i meriti, ma non lesinando le necessarie critiche.Quaglieni è un intellettuale di formazione crociana (è soprattutto uno storico, per questo molti personaggi che lui ci presenta sono grandi storici, Franco Venturi, Rosario Romeo, Raimondo Luraghi, solo per citare i primi che mi vengono in mente) e quindi, secondo l’aurea filosofia dei distinti del gigante di Pescasseroli, traccia una netta linea di separazione tra attività intellettuale di un personaggio e altre sue attività, come quella politica, per esempio. E’ il caso del grande latinista Concetto Marchesi, stalinista fino al midollo, del quale né Quaglieni né il sottoscritto hanno qualcosa in comune, ma del quale non si può disconoscere l’enorme valore di studioso della civiltà classica e che nei suoi studi mai adottò il metodo marxista, né si fece influenzare dalle sue idee politiche. I personaggi ricordati sono 30, non posso abusare della pazienza di chi mi legge e analizzarli tutti, in fondo siamo su FB. Voglio qui segnalare il commovente ricordo di Enzo Tortora, vittima della malagiustizia, e quello del grande giornalista Mario Pannunzio, di cui certi tromboni si sono proclamati eredi senza esserlo solo perché la sera erano andati a bere un aperitivo con lui in Via Veneto… Pannunzio fu uno spirito davvero libero, prima ancora che liberale, fu tra i primi a scrivere della tragedia istriano-dalmata, fu un grande patriota, qualità oggi sempre più difficile a trovarsi. Antifascista serio (non di quelli del 26 aprile, per intenderci, oppure del 27 o del 28, sai meglio andarci cauti, non si sa mai come può andare a finire, ne abbiamo conosciuti parecchi anche di quelli…) fu nondimeno sempre obiettivo e non ebbe paura, dalle colonne de “Il Mondo”, di dare voce a Manuel Hedilla, il successore di José Antonio Primo de Rivera alla guida della Falange Spagnola, inviso a Franco (ma tra lui e Franco il “fascista” era Hedilla). Un libro che consiglio a tutti di gradevole lettura. Avevo già una mezza idea di invitare Pier Franco Quaglieni a Bolzano a parlare di Francesco De Sanctis, ma temo che dovrò sequestrarlo un giorno in più, poiché ci terrei a presentare questo suo bellissimo libro!”

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…