L’ultima notte di Beethoven a Cairo Montenotte 

La Compagnia Uno Sguardo dal Palcoscenico di Cairo Montenotte porta in scena giovedì 25 alle 21, al Teatro Comunale “Osvaldo Chebello”, un “fuori programma” con la replica de “L’ultima notte di Beethoven”, con la Lost Simphony Orchestra. Al debutto nel novembre scorso lo spettacolo fece registrare il tutto esaurito ed ora ritorna, a grande richiesta, sul palcoscenico cairese. Il prezzo d’ingresso è di 15 euro (ridotto under 20 12 euro). 
CANTANTI / ATTORI

Fabio Taddi – Beethoven; Silvio Galliano – Mefistofele; Giulia Moliterno – Fate; Fosca Arlotta – Theresa; Andrea Chiovelli – Twist; Silvio Sangrali – Giovane Beethoven

LA BAND

Giorgio Zucchino – Piano / Tastiere / Voce; Marco Salvadori – Chitarra; Maurizio Salvadori – Chitarra; Silvio Sangrali – Chitarra / Voce; Ivano Gheltrito – Basso; Manuel Marini – Batteria

COREOGRAFIE

Irene Bove – Coreografie / Danzatrice Giada Negro – Danzatrice

PRESENTAZIONE

“L’Ultima Notte di Beethoven” traduce in veste musical un concept album della rock band americana “Trans Siberian Orchestra”. L’opera originale, intitolata “Beethoven’s Last Night”, reinterpreta in chiave moderna molte composizioni classiche, ottenendo un incredibile mix tra suggestione e potenza emozionale. La versione musical, nata dall’incontro del musicista Silvio Sangrali e della cantante-attrice Giulia Moliterno, mantiene quel pathos e lo eleva ulteriormente, unendo alla genialità di Beethoven e alla forza del rock il dramma dei personaggi, le loro brame, ossessioni e debolezze. In un allestimento che rende la band un “personaggio” a tutti gli effetti, prosa e canzoni si alternano sul palco, mentre due ballerine forniscono un’ulteriore chiave di lettura raffigurando visivamente sentimenti ed emozioni. Le varie forme d’arte si alternano di continuo, per toccare ogni volta una corda diversa nell’animo dello spettatore. Il risultato è uno show di estrema potenza, in grado di coinvolgere ed emozionare grazie alla grande difficoltà tecnica dei brani, interamente suonati e cantati dal vivo. Ma L’Ultima Notte di Beethoven, alla fine, è soprattutto uno spettacolo “viscerale”, che colpisce lo stomaco ed entra nelle vene, da vivere con il cuore più che con la testa. Perché i dubbi di Beethoven diventano quelli degli spettatori, anche loro dilaniati, nella loro poltrona, nell’eterno dualismo tra vita e morte, egoismo e pietà.

TRAMA

E’ notte a Vienna, una notte di tempesta come raramente se ne vedono nella vita. Beethoven, seduto al pianoforte, sta cercando invano l’ispirazione per terminare la sua Decima Sinfonia. E’ sordo, vecchio e stanco; le voci lo tormentano, e nel suo cuore è consapevole di essere giunto alla fine della sua vita. Improvvisamente una creatura deforme lo scuote dal suo torpore: è Twist, lo scherzo del destino, pronto a gustarsi gli eventi. Dalla tempesta infatti arriva un oscuro personaggio, Mefistofele, che pone Beethoven di fronte ad un dilemma: consegnargli la Decima Sinfonia, privando così il mondo della più grande composizione mai scritta, oppure morire. Il compositore inizia, dunque, un lungo viaggio nei propri pensieri. Accompagnato da Fate, lo Spirito del Destino, Beethoven ripercorre la propria vita, tra ricordi felici e tragici errori, alla ricerca di una risposta. Dilaniato tra il senso di colpa ed il desiderio di sopravvivere, alla fine si trova davanti un’ultima, terribile scelta: la sua vita, o quella di una bambina innocente… 

                

            

        

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…