Maccaja, nebbia sul mare, nebbia dell’anima

“A Genova non si può giocare bene al calcio perché c’è la macaia”: così Gianni Brera parlava del binomio calcio e Liguria, ma per noi liguri maccaja è molto di più, non solo uno stato meteorologico ma, spesso, dell’anima. 


Macaia o maccaja di probabile origine greca (per metatesi da malakia, languore, ovvero dal latino malacia, bonaccia di mare), o forse inglese (“muggy air”). Indica una particolare condizione meteorologica che si verifica nel Golfo di Genova, quando spira vento di scirocco (un vento caldo proveniente da sud-est), il cielo è coperto e il tasso di umidità è elevato.

D’inverno questo fenomeno può creare uno sbalzo termico con la Pianura padana anche di +15°, rendendo in taluni casi e a determinate condizioni eoliche e igrometriche quella di Genova la zona in quel momento più mite d’Italia. Tuttavia in primavera, quando una massa di aria calda passa sopra il mar Ligure ancora freddo, può causare giornate con cielo coperto, fredde e uggiose, con temperature più basse di quelle che si registrano nella notoriamente più fredda pianura padana.

Vista la sua specificità, la parola “maccaja” è subentrata nella terminologia nautica e meteorologica, in particolare per le zone prospicienti il golfo ligure. Il termine ha assunto nel tempo anche un significato metaforico, indicando un particolare stato d’animo melanconico e cupo.

È stato reso celebre in tutta la penisola grazie alla citazione nella canzone di Paolo Conte Genova per noi, nel verso che recita: “macaia”, scimmia di luce e di follia, foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia”. Cristiano De André nella canzone Notti di Genova tratto dall’album Sul confine del 1995 che recita: “Genova apriva le sue labbra scure / al soffio caldo della macaia”. Max Manfredi nella canzone Tra virtù e degrado tratta dall’album L’intagliatore di santi del 2001 recita: “…ansia o macaia nella zona buia di un angiporto…” Maccaia  è anche il titolo del primo album dei compositori genovesi Pivio e Aldo De Scalzi. È il titolo di un libro del medico e giallista genovese Bruno Morchio.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…