Mameli, il genovese che scrisse Fratelli d’Italia e cantò la Marsigliese

È, purtroppo, la canzone del momento. La Marsigliese viene cantata e suonata  in tutto il mondo come omaggio alle vittime di Parigi. In pochi, però, sanno che l’inno nazionale francese ha un legame con Fratelli d’Italia, l’inno italiano. Già, perché nel 1849, divenuta il canto dei rivoluzionari e indipendentisti di tutta Europa, la Marsigliese viene intonata anche sulle barricate del Gianicolo dai difensori della Repubblica Romana, quella di Mazzini, Saffi e Armellini. E sul Gianicolo chi c’era? Proprio lui, Goffredo Mameli, genovese, autore di Fratelli d’Italia. Ecco, allora, qualche breve cenno su Mameli e sulla Marsigliese.


Goffredo Mameli dei Mannelli, meglio noto semplicemente come Goffredo Mameli (Genova, 5 settembre 1827 – Roma, 6 luglio 1849), è stato un poeta, patriota e scrittore italiano nato nel Regno di Sardegna.

Annoverato tra le figure più famose del Risorgimento italiano, morì a seguito di una ferita infetta che si procurò durante la difesa della seconda Repubblica Romana. È l’autore delle parole dell’attuale Inno Nazionale Italiano. Nato nell’allora Regno di Sardegna, Goffredo Mameli, istruito nelle Scuole Pie di Genova, docente nel collegio di Carcare in provincia di Savona, fu autore, all’età di quasi 20 anni, delle parole del Canto degl’Italiani (1847), più noto in seguito come Inno di Mameli, adottato un secolo dopo come inno nazionale provvisorio della Repubblica Italiana nel 1946, musicato da Michele Novaro.  Nel marzo 1848 organizzò una spedizione di trecento volontari per andare in aiuto a Nino Bixio durante i moti di Milano e, in virtù di questa impresa coronata da successo, venne arruolato nell’esercito di Giuseppe Garibaldi con il grado di capitano. In questo periodo compose un secondo canto patriottico, intitolato l’Inno militare musicato da Giuseppe Verdi. 

Nel suo continuo vagabondaggio si trovò nuovamente a Genova, sempre al fianco di Nino Bixio nel movimento irredentista fronteggiato dal generale Alberto La Marmora, quindi nuovamente a Roma nella lotta contro le truppe francesi venute in soccorso di Papa Pio IX (che nel frattempo aveva lasciato la città). La sua morte avvenne durante l’assedio di Roma, l’ultimo atto della breve Repubblica romana del 1849: tornato nuovamente capitano nell’esercito di Garibaldi, combatté al suo fianco nella difesa della Villa del Vascello sul colle del Gianicolo. Fu ferito alla gamba sinistra durante l’ultimo assalto del 3 giugno a Villa Corsini, occupata dai francesi Fu sepolto al Verano, dove è ancor oggi visibile il suo monumento. Tuttavia le sue spoglie vennero traslate nel 1941 al Gianicolo, dove il fascismo belligerante aveva spostato e ricostruito il Mausoleo Ossario Garibaldino eretto inizialmente (nel 1879) lì presso, nel piazzale di San Pietro in Montorio. Le sue spoglie riposano nel Gianicolo.

La Marsigliese. Claude Rouget la compone di getto tra il 25 e il 26 aprile 1792 a Strasburgo. Il nome originale era Chant de guerre pour l’armée du Rhin (Canto di guerra per l’armata del Reno) ed era stata dedicata al maresciallo Nicolas Luckner, un ufficiale franco-bavarese nato a Cham.

L’inno divenne la chiamata alle armi della Rivoluzione francese e in questo contesto assunse il nome di Marsigliese perché cantata per le strade dai volontari (fédérés) provenienti da Marsiglia al loro arrivo a Parigi. Presso i patrioti marsigliesi il canto aveva raggiunto grande popolarità nel mese precedente. Il 22 giugno 1792, nella loro città, un Giacobino di Montpellier lo aveva intonato, « subito seguito dal coro dei marsigliesi ». L’inno fu il segno distintivo dei fédérés, quando questi raggiunsero Parigi nel mese di luglio, contribuendo all’abbattimento della monarchia, e il Chant diventò noto come La Marseillaise. Ma il suo destino è diventare la “Marsigliese”, canto ufficiale della Repubblica, poi inno nazionale francese e simbolo internazionale di libertà e di giustizia, intonato nei momenti di grandi  cambiamenti politici e sociali. 

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…