I mieli del Beigua sul podio del gusto

Al Teatro Rambaldi di Pieve di Teco si è conclusa l’edizione 2017 del Concorso dei Mieli dei Parchi Liguri, quest’anno organizzata dal Parco Naturale Regionale Alpi Liguri che ha coordinato le fasi di analisi chimico-fisiche e organolettiche dei 141 campioni pervenuti dalle aree protette di tutta la Regione.

 

Nonostante la forte contrazione della produzione registrata negli ultimi anni, dovuta a vari fattori climatico-ambientali, non ultima la siccità di questa estate, i produttori del Parco del Beigua hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa, sebbene con un numero di campioni inferiore rispetto agli anni precedenti. Le quantità prodotte quest’anno sono state inferiori alle aspettative, ma lo stesso non si può dire della qualità del prodotto finale, che ha evidenziato una crescita importante. Dei 18 campioni presentati dagli apicoltori dell’area protetta del Beigua, ben 17 sono stati premiati, rispetto ai 13 dello scorso anno e con risultati ancor più soddisfacenti: 6 i campioni che hanno ottenuto le tre preziose apine d’oro, 8 i premiati con due apine e 3 con un’apina.

 

Tra i premiati si distinguono gli apicoltori che hanno aderito al disciplinare di produzione del Parco del Beigua, che valorizza le caratteristiche organolettiche del miele in termini produttivi e commerciali: ottengono tre apine d’oro La Bottinatrice di Sassello per due diverse produzioni biologiche (castagno e millefiori) e Cascina Fornacia di Campo Ligure per il miele di castagno, mentre l’Apicoltura Bozzano Francesco di Varazze conquista due apine per il miele millefiori. Premiato anche un campione che, pur non seguendo il disciplinare di produzione del Parco del Beigua, insieme agli altri premiati appartiene alla famiglia dei Gustosi per Natura del Parco del Beigua, il marchio che promuove i sapori unici del nostro territorio, ambasciatori di biodiversità e custodi di antiche tradizioni: è il miele millefiori del Birrificio Alta Via di Sassello, utilizzato anche per aromatizzare le birre artigianali.

 

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…