Musica klezmer a Camogli

Domenica 22 gennaio alle 20,30, approda sul palco del Teatro Sociale di Camogli la magia della musica klezmer con “I racconti dello Zaddik nascosto”. Ad eseguirli, il gruppo Klezmerata Fiorentina, formato da musicisti del Maggio Musicale: Igor Polesitzky (violino), Riccardo Crocilla (clarinetto), Francesco Furlanich (fisarmonica) e Riccardo Donati (contrabbasso). Grazie al loro estro interpretativo e alla loro straordinaria capacità di improvvisazione rivivranno i canti, le intonazioni, e le danze provenienti dal vasto patrimonio della diaspora ebraica.

L’ensemble si è costituito nel maggio 2005 proprio per dar voce in concerto alla musica tradizionale Klezmer, patrimonio familiare del fondatore del gruppo, Igor Polesitsky, ucraino di Kiev, dal 1983 solista dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. “Yiddish…,deve parlare yiddish il tuo violino se vuoi che ci racconti la vita.” È ricordando queste parole ripetutegli spesso dalla nonna, che Polesitsky spiega come egli abbia iniziato a comprendere la musica klezmer: “Cantava spesso per me innumerevoli vecchie melodie con o senza parole. La sua voce acuta e un po’ tremolante evocava la storia di un mondo sparito per sempre.”

La parola klezmer viene dalla fusione di due termini della lingua ebraica, kley e zemer, che indicano genericamente “strumenti musicali” e “canto”. Tramandata nel tempo da generazioni di musicisti girovaghi attivi soprattutto nell’Europa Orientale, i klezmorim, deriva dalle forme più antiche della musica religiosa ebraica integrata da una serie molto ampia di influenze culturali in un’area che comprende gli antichi territori dell’Impero Austro-Ungarico, di quello Ottomano e della Russia zarista. Se oggi nella musica klezmer avvertiamo nitidamente la presenza di elementi tedeschi, ungheresi, tzigani, boemi, ucraini, balcanici, turchi, greci, spagnoli – con la mediazione delle comunità sefardite stabilitesi fra Bulgaria e Romania -, si deve al fatto che essa non rappresenta propriamente un genere, ma un modo d’essere che sintetizza, dandole forma unitaria, la dispersione della cultura ebraica. Biglietti: 20 e 15 euro

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…