Napoleone e Nelson, la Liguria è in guerra

Torna la cronaca anche se, in questi giorni, è una cronaca che risale alla fine del 1700, una cronaca che vede protagonisti Napoleone, Nelson, le Armate austriache, sarde, francesi. Una cronaca che ha Loano come fulcro delle manifestazioni ma tutta la regione come teatro, di scontri ma anche di ricerche storiche.

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Da domani a domenica giungeranno a Loano i più rappresentativi gruppi europei di Re-enactment per celebrare il 220° anniversario del “passaggio del giovane Generale Bonaparte” in Liguria avvenuto nel 1796. L’avvenimento storico ha visto contrapposte da una parte l’Armata d’Italiana guidata dal giovane Generale Bonaparte, appena ordinato comandante dell’armata francese, e dall’altra le Armate Imperiali Austriache (Armata di Lombardia) e le Armate Reali Sarde che si erano attestate sul fronte della Valle Bormida.

La vicenda storica sarà ricordata nelle tre giornate della manifestazione attraverso la ricostruzione degli scontri armati.

L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Loano e organizzata dalla 51eme Demi Brigade de Bataille di Loano con il patrocinio della Regione Liguria, coinvolgerà le migliori unità di Re-enactment europee. Saranno oltre trecento i partecipanti alla rievocazione storica e giungeranno a Loano dal Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, Russia, Repubblica Ceca, Austria, e naturalmente da diverse regioni d’Italia. Appartengono a gruppi composti da appassionati cultori del periodo, che si sono assunti il compito di conservare la memoria storica di singoli reparti militari dell’epoca, attraverso uno studio accurato fatto di ricerche d’archivio e letterarie. Nei tre giorni di presenza a Loano, le unità di Re-enactment offriranno l’occasione di poter visitare gli accampamenti allestiti sulla spiaggia, dove vivranno la vita del soldato di fine Settecento, dormendo nelle tende sulla paglia.

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Sabato 9 aprile le truppe rivoluzionarie marceranno nelle vie cittadine e saranno impegnate in addestramenti e scontri nel centro storico. Nel pomeriggio alle ore 17.50 è previsto l’arrivo del Generale Bonaparte e del suo Stato maggiore in Palazzo Doria. La sera in Piazza Italia dalle ore 21.00 si svolgerà una grande festa che coinvolgerà i soldati e i civili con musica e danze popolari francesi di fine Settecento. Domenica 10 aprile sulla spiaggia e nel centro storico torneranno a farsi sentire i colpi di cannone, e le truppe si scontreranno nell’ultima battaglia.

Note storiche
Nell’Europa del 1795 l’Austria sostituisce la Spagna nel ruolo si potenza egemone in Italia e insieme a Napoli, Baviera, Regno di Sardegna e vari principati italiani e tedeschi compone una coalizione anti francese. La Francia invia un giovane artigliere còrso, molto vicino a Robespierre, che si era fatto un nome nella repressione della rivolta di Tolone. Il giovane Napoleone Bonaparte assume il comando dell’Armata d’Italia il 27 marzo 1796 succedendo a Schèrer. L’Armata d’Italia, titolo altisonante che suscitava non poche ironie negli avversari, era composta da uomini che assomigliavano più a briganti che non a soldati, sporchi, con divise lacere e privi anche delle misere razioni di cibo. La paga era in ritardo di mesi e il giovane Napoleone si rese conto che l’offensiva era il mezzo per evitare un diserzione di massa. “Voglio condurvi nelle più fertili pianure del mondo; ricche province, grandi città saranno in vostro potere”. A queste parole seguì un’acclamazione ammirata: la prima manifestazione di quel rapporto con le truppe destinato a diventare magnetico. Nell’aprile 1796 inizia la Campagna d’Italia con il passaggio del giovane Generale Bonaparte in Liguria. Napoleone mise in atto le sue strategie e le sue tattiche, sbalordì il nemico con la risolutezza delle sue azioni e con la violenza degli attacchi e, coadiuvato dai suoi luogotenenti, soprattutto il generale Andrea Massena, Pierre Augereau e Jean Mathieu Sérurier, costrinse dopo dieci giorni il Regno di Sardegna a cedere le armi e concludere l’armistizio di Cherasco, mentre l’esercito austriaco, ripetutamente battuto, ripiegò in Lombardia e poi in Trentino.

Domani, 8 aprile, a Palazzo Doria di Loano, alle 15, ci sarà un incontro sulla battaglia di Capo Noli, la prima vittoria dell’ammiraglio Nelson datata 1795. Tutto nasce da un fucile del 1783 ripescato nelle acque di Noli, della epocale battaglia di Capo Noli che vide le navi inglesi, con a bordo un giovane Orazio Nelson, l’ammiraglio futuro eroe di Trafalgar, fronteggiare (e battere) la flotta francese. Dalle segnalazioni di un pescatore e poi dalle indagini di un diving locale e infine dalle ricognizione del nucleo subacqueo della soprintendenza della Liguria è stato scoperto un tesoro sommerso. Il fasciame di una delle navi francesi è quasi del tutto scomparso, consumato dal mare, ma i reperti, cannoni, fucili, contenitori, sono ancora lì sotto. Il tempo (e il mare) li ha solo avvolti con concrezioni.

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“Si tratta di un ritrovamento importantissimo – dice l’assessore regionale al Turismo, Ilaria Cavo – che valorizza e rilancia la Liguria come sito diffuso di archeologia subacquea, questo è solo il primo ritrovamento cui potrebbero seguirne altri. Si tratta della prima battaglia navale che vinse Orazio Nelson, i reperti sono riconducibili a una nave francese. Con la soprintendenza proseguiremo le ricerche, poi capiremo cosa fare con questo tesoro”.

Nelle ipotesi della Regione c’è o la creazione di un vero parco archeologico subacqueo, da incastonare in un sistema di siti archeologici sott’acqua, in tutta la Liguria. Oppure, se i reperti si riveleranno troppo fragili o comunque decisamente meglio fruibili in superficie, allora: “Organizzeremo, con la soprintendenza della Liguria, un museo che raccolga questi reperti e dia loro un contesto che li contestualizzi e li valorizzi”.

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Una scoperta di eccezionale interesse sia archeologico che storico, ha spiegato Vincenzo Tinè, Soprintendente Archeologia della Liguria, che dimostra come l’archeologia subacquea ligure sia, ancora una volta, all’avanguardia per capacità esplorative. “Lo scavo è a una profondità di 60 metri – spiega Simon Luca Trigona, della soprintendenza archeologica della Liguria – e quindi dovremo pianificare molto bene le attività da svolgere, ma dal punto di vista archeologico si tratta di una scoperta molto importante. Per ora ci siamo limitati a recuperare un solo reperto che in base ai marchi risulta essere un moschetto francese del 700 e questa è quasi la certezza che questo sia il sito dove è avvenuto lo scontro tra le navi francesi e quelle inglesi”.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…