Noberasco, la quarta generazione alla guida del leader della frutta secca

Nelle aziende familiari il passaggio generazionale è un momento delicato, che deve essere preparato per tempo. Il passaggio fondamentale di trasmissione di competenze, capitale umano e know how ha l’obiettivo di consolidare l’esistente, ma soprattutto di perseguire nuove opportunità di crescita e di sviluppo accettando le nuove sfide che il mercato 3.0 pone.

Ed è quello che accade oggi anche per la famiglia Noberasco, leader in Italia nella frutta secca. Il Consiglio di Amministrazione di Noberasco spa ha nominato i componenti del Consiglio di Amministrazione per il prossimo triennio e distribuito le deleghe. Con una decisione unanime sono stati nominati nuovo Amministratore Delegato Mattia Noberasco già Direttore Generale, e Presidente Gabriele Noberasco, già vice Presidente, nella prospettiva di accompagnare la Noberasco spa verso le sfide future con energia e determinazione, garantendo con questa evoluzione la continuità. Entra a far parte del Consiglio di Amministrazione anche Manuel Villa, in sostituzione della madre Marina Ines Noberasco. A Manuel sono state affidate specifiche deleghe per la gestione immobiliare del gruppo coadiuvando l‘Amministratore e il Presidente nel progetto di completamento del nuovo stabilimento di Carcare in cui, entro il prossimo anno, si concentreranno tutte le attività del Gruppo. Gian Benedetto Noberasco è stato confermato consigliere e manterrà il ruolo strategico di main buyer rivolto ai mercati di produzione, apportando con la sua lunga esperienza un essenziale contributo alle dinamiche di sviluppo recentemente deliberate.

Sotto la guida di Gian Benedetto Noberasco, per più di vent’anni Presidente e Amministratore delegato di Noberasco spa, primo produttore italiano di frutta secca (fonte IRI AT 2015), l’azienda ha assunto un ruolo di leadership, consolidato da risultati in costante miglioramento che la posizionano tra le eccellenze dell’articolato panorama delle imprese alimentari italiane.

I risultati sono stati evidenti. Soltanto negli ultimi due anni, anche grazie all’impegno del Direttore Genarale Mattia Noberasco, Noberasco spa ha aumentato del 40% la propria forza lavoro, ha aperto il nuovo stabilimento di Carcare che occupa un’area di 70mila metri quadrati, per un investimento di oltre 40 milioni di euro con un aumento del fatturato del 20%.

Il nuovo sito contiene tre linee di pastorizzazione, 10 linee di confezionamento in grado di garantire una capacità produttiva di 150 tonnellate al giorno (oltre 35 mila all’anno) e un magazzino automatizzato per oltre 8mila bancali di prodotto finito.
Un organico che passa dalle 85 unità del 2012 alle attuali 140 (i finanziamenti regionali ottenuti ipotizzavano i 101 dipendenti), una produzione totale di 14 mila tonnellate e un fatturato che, nonostante il trasloco da Vado, è aumentato del 20% (da 91 a 109 milioni di euro, 8 in più rispetto all’obiettivo).

Potrebbe essere riassunta in questi numeri la valenza del nuovo stabilimento della Noberasco a Carcare. Comunque riduttivi, rispetto all’ottica che dal 1908 contraddistingue questa azienda a gestione famigliare da quattro generazioni. Sottolinea il direttore generale del Gruppo leader nel mercato della frutta secca, Mattia Noberasco: «Avessimo ragionato unicamente in termini economici, una volta compreso che il sito di Vado era saturo, probabilmente non avremmo realizzato un simile polo a Carcare, ma ci saremmo indirizzati verso l’estero. Ma essere un gruppo che fa capo ad una famiglia significa anche avere radici sul territorio e nella propria storia, e quindi rimanere legati al savonese e alla Liguria». «Lo stabilimento sorge su un’area di 70 mila mq, 23.500 coperti, di cui 5 mila di aree refrigerate, con un magazzino in grado di contenere più di 8 mila bancali di prodotto finito, 3 linee di pastorizzazione e 10 di confezionamento, in grado di garantire una capacità produttiva di 150 tonnellate al giorno, per un totale di 35 mila all’anno. Il trasferimento a tempo di record: tre mesi. Questi risultati si sono ottenuti nonostante un trasloco di linee e uomini, portando a un + 25% la crescita delle esportazioni nel 2015».

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…