Noli, tra principesse e repubbliche marinare

Appena passata la galleria sull’Aurelia, l’antica sede del vescovado sembra bucare la luce. Noli, borgo dell’anima e del cuore. Il fascino degli antichi palazzi si mischia, tra storia e leggenda, con quello dell’antica Repubblica marinara, quando all’ombra di San Paragorio i velieri nolesi sfidavano Genova e Amalfi, Pisa e Venezia. All’entrata del centro storico c’è il ristorante preferito dall’ex regina Maria Josè, che qui veniva quando era «semplice» principessa e ancora il nome Savoia era il simbolo della nazione, per mangiare i ravioli di pesce, una ricetta che solo a Noli facevano. Due passi ancora, nel naso entra il profumo del mare, dei ciciarelli appena pescati, dei tanti odori dello splendido ciupin, nel cuore lo spettacolo unico di Castel Ursino.

I nolesi non si rassegnano per non essere ancora riusciti ad ottenere il riconoscimento di quinta Repubblica marinara. Da anni, con dovizia di particolari storici, documenti e altro, dal Ponente ligure si tenta di salire sull’olimpo delle quattro cittadine che hanno questo prestigioso riconoscimento e cioè Venezia, Pisa, Amalfi e Genova. Si tratta di un “fatto storico”, probabilmente una dimenticanza dei libri di testo, che però per una piccola realtà come quella di Noli potrebbe avere un notevole riscontro sul piano dell’immagine e diventare un grande richiamo per il turismo della Riviera. A dar manforte ai nolesi è arrivata pochi anni fa una importante notizia storica. A palazzo Ducale a Venezia, nella sala delle mappe geografiche in un arazzo esposto su una parete, Noli viene indicata come una delle località marinare più portate agli scambi commerciali con i paesi del Mediterraneo. Noli è citata in particolare dal cosmografo Giovanni Battista Ramusio in una tela realizzata nel 1540. Nell’arazzo è raffigurato il bacino del Mediterraneo settentrionale con la Grecia, le isole ed in parte l’Asia minore. Vengono anche citate le Repubbliche marinare compreso il borgo di Noli.  

Noli è certamente uno dei più interessanti e caratteristici insediamenti storici del Ponente ligure. Fu chiamata «Naboli» fino al XII secolo e «Nauli» o Noli nell’Alto Medio Evo. E’ ricordata da Dante nella Divina Commedia (Purg.c.IV-25 «Vassi in Sanleo e discendesi in Noli…»), come luogo per natura aspro e di non facile accesso. E’ infatti nascosta tra due pieghe della montagna, quasi priva di valli e di retroterra e tutta protesa verso il mare. Già esistente in periodo preromano, conobbe nel corso dei secoli tre successive ricostruzioni in siti diversi. Distrutta in un primo tempo dai Cartaginesi fu ricostruita da coloni Genovesi ed eretta in municipio romano. Ultima curiosità: nelle sue piazze predicò, tra gli altri, Giordano Bruno ch a Noli insegnò per alcuni mesi.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…