Omaggio alle vittime del Transylvania

Giovedì 4 maggio alle 9, è prevista la visita al Cimitero Inglese di Savona con la commemorazione dei caduti del Transylvania da parte di tutte le autorità cittadine (Noli, Bergeggi, Spotorno, Savona) e delle rappresentanze delle nazioni straniere coinvolte. Alle 9.15, la celebrazione religiosa commemorativa al Campo Inglese del Cimitero.
Alle 10.30, la posa di una corona alla Croce commemorativa dei caduti a Punta Predani. Sarà presente una motovedetta della Capitaneria di Porto di Savona. Alle 11.30, a Noli, deposizione di una corona di alloro sotto la lapide commemorativa che ricorda l’opera di salvataggio dei pescatori nolesi. Alle 12, raduno delle autorità presso i “Bagni Vittoria” di Noli, dove si assisterà al saluto commemorativo da parte delle unità a mare e, contestualmente, il suono delle campane e della sirena dei pescatori alle 12.35, ora dell’affondamento. Nel pomeriggio dalle 15 alle 21, annullo filatelico a tema, a cura del Circolo filatelico spotornese, Unione Filatelica Ligure e Circolo Socioculturale Pontorno. Sempre nel pomeriggio, sfilata per le vie cittadine di Spotorno di infermiere volontarie della Croce Rossa, figuranti del Corpo Croce Rossa Italiana (in uniformi storiche), Marinai d’Italia, Gruppo Alpini ecc., con accompagnamento di banda musicale. Nell’arco della sfilata verranno deposte tre corone ai caduti in punti diversi fra cui quella del “Giardino degli Inglesi” (a commemorazione del Transylvania). La sfilata terminerà presso la sala convegni del Palace Hotel di Spotorno, dove avverrà l’annullo filatelico, sarà inaugurata
l’esposizione curata dal Museo Storico della C.R.I. di Campomorone e svolto un approfondimento da parte del Prof. Stefano Monti Bragadin dell’Università degli Studi di Genova che terrà una relazione dal titolo: “Le crocerossine nella Grande Guerra: una gloria conseguita col sacrificio e col sangue”. Il Capitano di Fregata Giovanni Baici,Comandante in Seconda della Capitaneria di Porto di Savona, terrà una relazione dal titolo: “L’affondamento del Transylvania e le regole della guerra sottomarina nel Primo Conflitto Mondiale”. La mostra filatelica e degli oggetti di Campomorone permarrà fino al 14 Maggio.

La mattina del 5 maggio alle 9.30, nella Sala della Sibilla della Fortezza del Priamar di Savona, alla presenza del prefetto Giorgio Manari, si svolgerà il convegno sull’evento del Transylvania, inquadrato su di uno spaccato della guerra marittima attorno ai mari italiani durante il I Conflitto Mondiale. Alle 13.30, a conclusione del convegno, premiazione del concorso per studenti delle scuole medie e superiori, rispettivamente di pittura sul tema Transylvania e di ricerca storica sulla I Guerra Mondiale. La mostra “Il Viaggio del Transylvania” è visitabile fino al 7 maggio nelle Cellette del Priamar. Ospita fotografie e cimeli che ricordano il viaggio del Transylvania e l’affondamento,

LA STORIA
Ed ecco “La più drammatica tragedia del Mar Ligure” nello scritto di Giuliano Cerruti, una delle pagine più complete della vicenda trovate su Internet:

La mattina del 4 maggio 1917, alle ore 10,45, il cielo era sereno, spazzato da un forte vento di greco tramontana. Il mare qua e là sollevava piccole creste di spuma bianca, lasciando brevi spazi di acque più scure color cobalto. L’ignaro spettatore, che sostava sul lungomare di Spotorno, pativa le raffiche di vento che sollevava sul suo viso nuvole di granelli di sabbia che infastidivano gli occhi ; non tanto, peró da non poter vedere la sagoma di due navi da guerra spuntare al largo di Capo Noli, seguite dalla più grande nave da trasporto truppe operante nel mediterraneo. Si trattava di due cacciatorpediniere giapponesi, il Matsu ed il Sakaki, di scorta al piroscafo di lusso Inglese “Transylvania” di 14.315 tonnellate, partito da Marsiglia con a bordo circa 3.500 soldati Inglesi della Marina mercantile e da guerra dell’esercito Britannico e 64 infermiere della British Red Cross Society, diretti sul fronte turco in Palestina.

La nave da trasporto Britannica navigava alla velocità di 16 miglia e procedeva a zig zag a una distanza di circa due miglia dalla riva. All’improvviso un alta colonna d’acqua e un forte boato rallentano la corsa della nave: un siluro partito da un sommergibile tedesco in agguato , l’ U-63 al comando del tenente di vascello Otto Schultze, centra il “Transylvania”sulla fiancata sinistra, all’altezza della sala macchine. La nave, imbarcando acqua e inclinata a babordo, ha un notevole sbandamento, vira verso terra per cercare di arenarsi e consentire più facilmente il salvataggio dei militari, ma poco dopo non è più in grado di procedere. Sono le 11,17, i cacciatorpediniere invertono immediatamente la rotta ,uno si avvicina in soccorso alla nave colpita e l’altro va in caccia del sommergibile, il quale si immerge a 45 metri e si dilegua. Riaffiora alle ore 11,39 e lancia da 350 metri un secondo siluro che evitato dal caccia giapponese Matsu, colpisce a proravia, sul fianco sinistro dei quartieri di prua, la nave agonizzante che tentava di dirigersi verso terra a sud dell’isola di Bergeggi.

L’opera di soccorso è affidata alle cacciatorpediniere ed alle lance scese in mare. Alle 12,20 inizia l’affondamento del Transylvania. Alle 12,30, dopo un’ora e 13 minuti dal primo siluramento, il piroscafo si inabissa “sul dritto di poppa”, lasciando sul mare agitato molti naufraghi. Dei 3500 uomini a bordo, compreso l’ equipaggio, solo 270 trovano posto sulle scialuppe e sulle zattere. Una gran parte dei rimanenti è trasbordata sui due caccia giapponesi, gli altri sono raccolti da due cacciatorpediniere italiani, il corazziere ed il garibaldino, dai rimorchiatori Savona e America II, tutti partiti dal porto di Savona, e 22 naufraghi vengono salvati da 4 barche da pesca con 24 uomini accorsi a forza di remi e poca vela dalla spiaggia di Noli. A causa del forte verranno sbarcati sulle spiaggie di Noli, Varigotti e Finalmarina. Nel 1919 il gruppo di salvataggio nolese ricevette dal Governo Britannico una medaglia d’argento “in segno di gratitudine” e nel 1921 il Ministero della Marina Italiana rilasciò a ciascuno dei pescatori un attestato di benemerenza. Un particolare curioso fu il salvataggio, da parte dei bergeggini accorsi sulla spiaggia in località Ciapella, del cagnolino Tom (mascotte del Transylvania), che a nuoto aveva guadagnato la riva; fu ospitato nella casa di Giovanni Massa, dove visse a lungo con i suoi nuovi padroni. Dei 407 periti tra i flutti o rimasti prigionieri nella nave 89 salme sono recuperate a Vado Ligure, Spotorno, Noli, Pietra Ligure, su lidi imprecisati della Riviera di Ponente, tra cui due il 12 maggio, sulla spiaggia di Bordighera e tutte sepolte (96) nel cimitero di Zinola. Altre 34 salme trasportate dalle correnti marine e raccolte sulle coste del Principato di Monaco, della Francia e della Spagna vengono tumulate in Cimiteri della Riviera e di varie località e le rimanenti 284 saranno considerate disperse. Il relitto del Transylvania giace a 200 metri di profondità a 2 miglia al largo di Bergeggi , su queste coordinate: 44° 13′ 2 latitudine nord 08° 28′ 5 longitudine est. Sul promontorio Predani di fronte all’isola di Bergeggi inaugurata nel 1922 è attualmente visibile la croce commemorativa a ricordo dell’affondamento e”… dei gloriosi estinti e in testimonianza della gratitudine imperitura del popolo Britannico verso gli abitanti di questi lidi per il generoso soccorso ai superstiti. La città di Spotorno, otto anni dopo quel tragico affondamento con senso di pietà, fece erigere nei giardini centrali un pregevole monumento dedicato ai naufraghi Inglesi del Transylvania, successivamente distrutto dal Governo fascista nel 1936 in seguito alle “sanzioni economiche” contro l’Italia proposte dal Governo Britannico in seno alla Società delle Nazioni.(Notizie tratte da “L’ affondamento del Transylvania” (1977) di Renzo Aiolfi – Sabatelli Editore)


Il ritrovamento del Transylvania è avvenuto il 6 ottobre 2011 ad opera del Centro Carabinieri Subacquei di Genova Voltri in collaborazione con Gay Marine di Lomazzo (CO), ditta specializzata nella progettazione e produzione di veicoli subacquei ad alta tecnologia, che nell’aprile 2011 mise a punto un veicolo teleguidato capace di operare a grandi profondità. 

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…