Pigato e olio davanti alla Gallinara

La famiglia Deperi, imprenditori agricoli di Ranzo, oggi guidata dal trentaduenne Paolo Deperi, che dieci anni fa (con l’appoggio di padre e figlio) puntò tutto su olio e vino (il suo spumante è considerato dai critici tra i migliori d’Italia) è la nuova proprietaria di Villa Colombera, lo splendido edificio che sovrasta l’Aurelia tra Albenga e Alassio all’altezza della discoteca Le Vele. Per un milione, infatti, la famiglia si è aggiudicata all’asta l’edificio, tre piani edificati nel 1400 per un totale di circa 900 metri quadrati, e il terreno di 50 mila metri quadri proprio di fronte all’Isola Gallinara.

Paolo Deperi conferma la notizia anticipata dal sito Trucioli: “Si, abbiamo vinto l’asta. Abbiamo già cominciato a pulire il terreno ma, al momento, siamo alle fasi preliminari. L’immobile ha dei vincoli e l’intervento di restauro e riuso sarà deciso assieme alla Sovrintendenza”, spiega al telefono. Il terreno, in parte già coperto da un vasto oliveto, sarà destinato e all’olivicoltura e, in parte, alla vite. “Pensiamo di impiantare del Vermentino, per il terreno e per la vicinanza al mare il vitigno che riteniamo migliore per un vino di alta qualità”, spiega ancora Paolo.

Il sogno nel cassetto di Paolo Deperi e famiglia è quello di trasformare l’antica villa in un agriturismo di alto livello (con tanto di spa, ristorante e tutti i servizi di livello, capaci di attirare un turismo ricco e di qualità), una sorta di “tempio” dell’enologia ligure proprio di fronte all’Isola Gallinara. Una location di sicuro prestigio, in grado di richiamare un turismo di qualità. E visto che la vendemmia e la raccolta delle olive avvengono dalla fine estate all’inizio dell’inverno, si tratta senza dubbio di un investimento capace di “allungare” la stagione turistica. La villa, costruita in una valletta riparata dai venti montani, ha bisogno di massicci e costosi interventi di restauro, ma questo non spaventa la famiglia Deperi che, pochi anni fa, hanno acquistato il castello del Del Carretto a Rezzo e oggi, restaurato e ristrutturato, conserva nelle sue cantine il Pigato e lo spumante prodotti a Ranzo, accogliendo nei suoi saloni i tanti appassionati che arrivano in Valle Arroscia per degustare i prodotti dell’azienda agricola.

L’asta è stata indetta dal tribunale di Bergamo che avevano dichiarato il fallimento dell’immobiliare “Abitare Il Mare Srl” che aveva acquistato villa e terreno da Andrea Nucera. L’imprenditore, da anni latitante ad Abu Dhabi dopo il fallimento del suo impero, aveva ricevuto la Colombera (assieme all’antico ospedale di Albenga e ad altre proprietà dell’ex Santa Maria di Misericordia) come permuta dall’Asl savonese per la costruzione del nuovo nosocomio ingauno.

Villa Colombera risale ai primi del ’400. Come moltissimi edifici del periodo prende il nome dalle torrette, costruite non solo come strutture di avvistamento, ma anche per curare i colombi che, all’epoca, servivano per portare e ricevere messaggi. A costruire la villa, probabilmente in origine un casotto per la caccia (al suo interno c’è, ancora oggi, un frantoio al primo piano accanto a stalle e magazzini, mentre ai piani superiori ci sono camere e servizi), fu la famiglia Noberasco. Attorno al 1600 villa e terreni sono stati acquisiti da un ramo della famiglia dei conti Ferrero di Ventimiglia che, aveva proprietà ad Alassio.

I discendenti dei Ferrero avevano poi venduto villa e terreni, negli Anni ’60, all’ospedale di Albenga che cercava un terreno per costruire il nuovo nosocomio. All’epoca si pensava infatti che gli ospedali dovessero essere realizzati in collina e lontano dal centro (così è successo a Sanremo, Imperia, Savona, solo per citarne alcuni). Ma il progetto non vide mai la luce. Troppo difficile creare una viabilità decente per unire la Colombera all’Aurelia e, in più, la nascita delle Usl e poi delle Asl mise fine all’idea del nuovo ospedale in collina.

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…