Prima rassegna jazz a Camogli

In collaborazione con il Museo del Jazz di Genova, il nuovo Teatro Sociale di Camogli, propone per la prima volta una rassegna dedicata al grande Jazz. Si parte lunedì 10 aprile con le note Hot della Buddy Bolden Legacy e il Cool targato West Coast dei Six Friends in Jazz, per continuare martedì 11 con il Gospel afroamericano di Mercy Sheridan e lo straordinario duo piano-tromba di Dado Moroni e Giampaolo Casati (mercoledì 12). Si chiude giovedì 13 con una grande eccellenza internazionale: Fabrizio Bosso, che torna in Liguria con il suo quartetto per presentare State of The Art, il nuovo album Live in uscita il 7 aprile.Lunedì 10 aprile Dall’Hot al Cool Jazz Buddy Bolden Legacy / Six Friends in Jazz – Martedì 11 aprile – Il Gospel basilare radice della musica afroamericana Mercy Sheridan Old Gospel feat. Max Rolff – Mercoledì 12 aprile – La storia del jazz attraverso i duetti piano – tromba – Dado Moroni/Giampaolo Casati – Giovedì 13 aprile- Fabrizio Bosso Quartet: State of The Art Live

“Questa rassegna si prefigge di offrire uno spaccato della genesi e dello sviluppo di quello che può esser considerato uno dei più importanti fenomeni musicali del XX secolo. A dar fuoco alle polveri sarà la Buddy Bolden Legacy (dal nome di un cornettista leggendario considerato l’inventore dell’hot-jazz nei primi anni del secolo scorso), una band impegnata a riproporre il jazz di New Orleans in una versione ancora rovente nella sostanza ma abilmente aggiornata nella forma. Oltre al leader, Alfredo Malnati, artefice degli originali arrangiamenti e dei suggestivi interventi vocali, nei quali affiorano gli echi di Jelly Roll Morton, spicca Fabrizio Cattaneo impegnato a far rivivere il mito dei grandi cornettisti della “Città del Delta”, con in testa Louis Armstrong.

Dall’hot al cool-jazz il passo è breve, nel caso nostro rappresentato dai Six Friends of Jazz, una formazione cresciuta all’interno del Louisiana Jazz Club, che ripropone il jazz più colto e raffinato della West Coast, che visse il suo periodo di auge negli anni cinquanta-sessanta e di cui furono autorevoli alfieri il primo Miles Davis, Gerry Mulligan, Chet Baker, Jimmy Giuffre, Lennie Tristano etc… Punti forza del gruppo sono il sassofonista nonché arrangiatore Dany Lamberti, un nome che non ha certo bisogno di presentazioni, e la cantante, oltre che docente in diverse scuole, Betty llariucci.

La seconda serata sarà dedica al Gospel, una radice basilare della musica afro-americana assieme al blues del quale Maharia Jackson era e resta ‘l’incontrastata regina. Toccherà alla vocalista nigeriana Mercy Sheridan, cresciuta cantando nelle chiese battiste americane, commuovere il pubblico con la sua voce profonda e piena di pathos. Tra i suoi bravissimi partner figura il bassista Massimiliano Rotff, uno dei punti di forza del Count Basie’s Club.

La terza serata è imperniata sul formidabile duo Dado Moroni / Giampaolo Casati, due punte di diamante del iazz genovese, che ci propongono una storia del iazz attraverso i duetti piano-tromba. Una formula non certo abituale ma tutt’altro che inedita e documentata da illustri precedenti, dal duo “King Oliver – Jelly Roll Morton” al ben più famoso “Louis Armstrong-Earl Hines”,,, sino a quelli più recenti ma non meno significativi di Oscar Peterson con Dizzy Gillespie e con Clark Terry. Se Moroni ha contribuito come pochi altri all’affermazione del jazz italiano a livello internazionale ed è ormai entrato nell’ “Olympo del Jazz”, Casati è destinato a seguirne le orme, basti ricordare il suo prestigioso sodalizio con Carla Bley.

A chiudere la rassegna sarà il quartetto di Fabrizio Bosso di che presenterà il suo ultimo album State of The Art – Live, con musiche composte e arrangiate dal celebre trombettista. Bosso oltre che per le sue straordinarie capacità tecnico-strumentali si è affermato per la sua eccezionale duttilità stilistica, una dote questa che gli consente di trovarsi a suo agio nei contesti più disparati, dal versante sinfonico (pensiamo alle sue collaborazioni con le più quotate orchestre sinfoniche) a quello leggero (Mario Biondi, Sergio Cammariere, Simona Molinari, Raphael Gualazz, Nina Zilli)”. [Giorgio Lombardi]

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…