Proclami alla nazione al Teatro della Tosse

Al Teatro della Tosse di Genova dal 9 all’11 febbraio, alle 20.30, va in scena Proclami alla nazione, di e con Elisabetta Granara, Giancarlo Mariottini, Sara Sorrentino, Carlo Strazza. Ci sono quattro finestre e quattro personaggi. Sono maschere del presente e parlano senza esprimere contenuti, ma ci tengono a dire qualcosa. È l’inizio di un viaggio attraverso il linguaggio, fin dentro il cervello, nel buio della mente. Proclami alla nazione è una fiaba ironica e tagliente sui discorsi pubblici con cui si esprime il Potere privo di argomenti. Parlare o stare zitti, questo è il problema della comunicazione, in tempi in cui un pubblico non si nega a nessuno. C’è una via di mezzo, la più facile e la più pericolosa: parlare senza dire niente, perché gli strumenti mancano, ma la gente è lì che aspetta e possibilmente va accontentata. Perché spesso essere sinceri non è facile. Tantomeno avere qualcosa di importante da dire.

Lo spettacolo è frutto di un processo drammaturgico collettivo iniziato nel 2014, quando i quattro attori-autori presentarono al pubblico un primo studio pensato per essere messo in scena dalle finestre degli edifici. Da quella prima idea, incoraggiata dal successo di pubblico e dalla vittoria del Premio Giovani Realtà del Teatro, Elisabetta Granara, Giancarlo Mariottini, Sara Sorrentino e Carlo Strazza hanno costruito la versione attuale mantenendo alcune delle specificità originarie: lo spettacolo è completamente auto-illuminato dagli stessi attori attraverso lampade d’emergenza a led e torce da cantiere, finestre di luce che fanno apparire e scomparire i personaggi in un metaforico buio della mente.
Elisabetta Granara è factotum della compagnia Il Gruppo di Teatro Campestre, attiva dal 2008; Giancarlo Mariottini lavora con il Teatro dell’Ortica e parallelamente sviluppa progetti teatrali autonomi; Sara Sorrentino si è formata a partire dal Laboratorio Gruppolimpido e Carlo Strazza proviene dalla compagnia teatrale Banda Kurenai.

 

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…