Con Pupi Bracali alla scoperta della Panoramica di Ceriale

Maurizio Pupi Bracali

Maurizio “Pupi” Bracali, oltre ad essere un abile giallista (suoi i libri con le inchieste dell’ispettore Calcagno, che si muove tra la Riviera e l’entroterra), è un appassionato camminatore. Alla sua penna abbiamo chiesto di raccontarci le escursioni, i sentieri, i paesaggi del nostro entroterra. Questa volta ci fa passeggiare, grazie alle suggestioni della sua scrittura, lungo la strada panoramica che circonda Ceriale e Peagna. Buona lettura

Il consiglio è quello di imboccarla da Via Pietrafraccia appena fuori il centro storico di Ceriale e percorrerla a piedi in tutta la sua lunghezza in circa due ore passeggiando senza fretta. E’ la strada Panoramica che si snoda serpeggiando in salita circondando il paese a mezza costa delle colline. Percorrendo i suoi tornanti si sale per alcuni chilometri fino a raggiungere una quota pianeggiante per poi scendere dolcemente in declivio. Tra andata e ritorno si scavalca due volte l’Autostrada dei Fiori in due punti diversi e lontani tra loro, sfiorando il bellissimo borgo di Peagna, passando accanto all’importante Museo Paleontologico e al Santuario di N. S. delle Grazie fino a quando la strada prende il nome di Via Magnone e sbuca in Via Romana, a pochi metri dal centro storico, accanto alle scuole Elementari e Medie e alla Caserma dei Carabinieri.

Lo si può fare anche in macchina (la Panoramica è interamente asfaltata) o come detto volenterosamente a piedi godendo dello splendido panorama che si può ammirare da quell’altezza.

In ogni stagione e in ogni periodo dell’anno la Panoramica offre scenari di grande bellezza a chi è sensibile al fascino e al romanticismo della natura.

In autunno e inverno saranno i violenti rossi, i marroni, e i gialli delle foglie secche sugli alberi e nelle campagne circostanti che costeggiano la strada a dominare e ad adornare la via in un tripudio di colori vibranti insieme al silenzio totale e all’odore neutro dell’inverno. Anche la visione di alberi scheletrici e contorti  a pochi metri di distanza contribuirà non poco ad affascinare i viandanti in ascolto solo del rumore dei loro passi viste le rare automobili che percorrono la strada.

I fruscii dei piccoli animali tra il fogliame e il ronzio degli insetti, rumori inesistenti in inverno, si ripresenteranno in primavera, quando l’esplosione della natura con la rinascita della vita e di altri colori, arricchirà ancora una volta di nuova linfa le piante rigogliose con le loro mille sfumature di verde accecante e la rinascita della fauna circostante.

Le macchie di ginestre, il volo concentrico dei falchetti, l’inseguirsi dei ramarri smeraldini in amore, i rigagnoli che gocciolano acque di disgeli più a monte, nel periodo tra primavera e estate saranno gli spettacoli che, uniti a uno splendido panorama sul mare e sulla piana di Albenga, saranno offerti a coloro che frequenteranno questa strada e che ne godranno ancor di più salendo a piedi i pochi metri della collinetta denominata Poggio Castellaro, circondata da cipressi dalla quale si dominerà la costa lontana con magnifica visuale dell’Isola Gallinara fino alle coste liguri a levante e nelle giornate particolarmente limpide il profilo della Corsica.

Anche in notturna la Panoramica di Ceriale è in grado di offrire grande suggestione con le mille luci multicolori delle case lontane, delle strade, delle automobili, dei semafori lampeggianti e dei lampioni che si stendono nella piana di Albenga per poi spegnersi di colpo giunti al confine con l’oscurità delle spiagge, del mare e del cielo della notte, punteggiato, nel periodo tra maggio e giugno, in alcuni particolari punti della strada, dal magico e meraviglioso spettacolo intermittente delle lucciole che vagano tra gli ulivi ed i ginepri.

Se poi si è fortunati non sarà neanche difficile incontrare all’ora del crepuscolo, come spesso è capitato anche a chi scrive, piccoli animali quali tassi, ghiri e gruppi di daini e di caprioli che attraversano o percorrono brevi tratti della strada per poi tuffarsi e scomparire in pochi secondi tra le fronde e i cespugli che costeggiano il percorso, alla vista della presenza umana.

Ma la storia della strada panoramica cerialese è ancora alquanto contraddittoria. A fronte delle numerose persone di ogni età che la conoscono e la frequentano quasi abitualmente, altrettante, se non addirittura in numero maggiore, non ne sono a conoscenza. Ci è capitato di parlarne con turisti che vengono in vacanza a Ceriale da trent’anni e non sapevano della sua esistenza, così come altri cittadini dei paesi limitrofi non l’hanno mai percorsa.

Chi scrive questa nota, come si sarà capito, ha un debole per quella magnifica e in parte ancora misconosciuta zona e la vorrebbe più valorizzata (in un dvd dedicato a Ceriale, benché accattivante, non ve n’è la minima traccia), quindi cerca di farlo, nel suo piccolo, accompagnando amici e conoscenti alla piccola scoperta, consigliandone il percorso e descrivendola più volte nei suoi romanzi gialli (la Panoramica è il luogo dove il personaggio letterario dell’ispettore Calcagno, peripatetico per natura, si ritrova spesso a meditare sulle sue indagini).

Il sogno è quello di una valorizzazione e riqualificazione mediante cartellonistica informativa a zero impatto ambientale, panchine in alcuni punti chiave, indicazioni per raggiungere e visitare il borgo di Peagna con la leggendaria Fonte Anthia, il Museo Paleontologico e il Poggio Castellaro dal quale, con un po’ di fantasia, si potrebbero immaginare in arrivo laggiù sul mare le otto galee dei pirati barbareschi che saccheggiarono Ceriale nel 1637, mentre, sempre su quella collinetta, un cartellone esplicativo potrebbe raccontare la breve storia dell’Isola Gallinara (la discussa origine del nome, la permanenza di San Martino di Tours, il passaggio di San Gaudenzio, la fondazione del monastero del V secolo, la costruzione della fortezza quattrocentesca, e la flora e la fauna dell’isola che hanno precise peculiarità), si potrebbe accennare all’interessante storia del ritrovamento dell’antica nave romana nei pressi dell’isola, segnalare l’esistenza del “Santuario dei cetacei” dove è frequente l’avvistamento di delfini e capodogli, e, osservando la pianura sottostante con le serre e i campi coltivati, fare cenno alle rinomate coltivazioni e produzioni tipiche della nostra zona (oltre i fiori, gli asparagi violetti, il basilico, i carciofi, le zucchine trombette e i pomodori cuore di bue).

Questo che attualmente è solo un piccolo sogno di chi scrive nasce da due precise constatazioni: la prima è quella che numerosissime persone, sia turisti che abitanti di città vicine, che vengono esortate o accompagnate a compiere il giro della Panoramica di Ceriale, rimangono assolutamente affascinate dalla bellezza del panorama che si gode da quel luogo, spesso vi ritornano, e a loro volta la fanno conoscere ad altre persone percorrendola sia in auto che a piedi.

La seconda constatazione è che turisti, che magari anche da tempo frequentano Ceriale, non sono mai stati correttamente informati dell’esistenza della Strada Panoramica, non l’hanno mai percorsa e solo in seguito al suggerimento di una piacevole passeggiata rimangono stupiti e ammirati nel conoscere una bellissima zona di Ceriale di cui non sapevano, non essendo contemplata e valorizzata in modo adeguato tra le bellezze del paese.

Maurizio Pupi Bracali

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...