Quando Vasco suonava a Pietra e Albenga…

Ok, per una volta parlo di me stesso, ma lo faccio per parlare di Vasco Rossi, proprio mentre sto guardando, alla TV, il concerto di Modena Park. Direte: cosa c’entri tu con Vasco? C’entro, c’entro, perché il vecchio cronista Vasco lo ha incontrato un paio di volte, in Liguria.

La prima a Pietra Ligure, primi Anni ‘80, quando il rocker di Zocca sale sul palco con la Steve Rogers Band. Non era, diciamocelo, proprio lucido. Prese Massimo Riva, il suo chitarrista (morirà qualche mese più tardi per overdose) e lo buttò sul pubblico. Il concerto finì, in pratica, lì, con il pubblico non proprio soddisfatto.

Salto di una decina d’anni, 1993, Albenga, quando l’indimenticabile assessore al Turismo Nicoletta Mantica lanciò la città nell’Olimpo della musica (non solo Vasco, ma anche Guccini, Miles Davis, Tina Turner, Luciano Ligabue solo per dirne alcuni). Ad Albenga Vasco arriva con il tour “Gli spari sopra”, palco galattico (testi profetici), grandi musicisti, grande pubblico che arriva da mezza Italia. Allarme per l’ordine pubblico (vero dottor Bonagura?, allora competitor in quanto commissario e responsabile dell’ordine pubblico, oggi antico e stimato amico), ma niente di grave.

Vasco fa il botto, ovviamente, il pubblico è in visibilio. Certo, nell’aria ogni tanto si respira l’odore dolciastro degli spinelli che qualcuno, sfidando i controlli, ha portato dentro il vecchio stadio “Riva”. Altri tempi, altre sostanze. Alla fine tutto fila liscio.

L’ufficio stampa, guidato dalla mitica Tania Sachs, ha stabilito che, dopo il concerto, il vecchio cronista (chi scrive) e il suo sodale e “fratello” Augusto Rembado, possano, per La Stampa, intervistare Vasco dopo il concerto, nei camerini (spogliatoi) del vecchio stadio.

Ecco, il concerto finisce, i due cronisti sono fatti entrare nei camerini. Da una rockstar ci si aspetta un salottino con almeno frutta fresca, champagne, dolci paradisiaci e via dicendo. E invece… E invece ecco Vasco, a torso nudo, un asciugamano bianco come sciarpa per tentare di togliere il sudore dovuto a corse e caldo di agosto in Riviera, seduto su una poltroncina di plastica (forse quella usata dagli arbitri), mangiare qualche crackers per prendere qualche caloria. Niente sigarette, niente alcool, niente sostanze… Disponibile a rispondere alle nostre domande, simpatico anche se stravolto dal concerto e, quasi alla fine dell’intervista, la proposta: “Ohi ragazzi, mi faccio la doccia e poi vado alla discoteca le Vele. Ci vediamo là per bere qualche cosa assieme e finire la chiaccherata?”. Invito accolto. E alle Vele una bicchierata e serata da ricordare, senza eccessi. Per chi critica Vasco per il suo stile di vita una delusione…


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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…