Quiliano festeggia la Granaccia e Roccavignale impianta nuovi vigneti

Proprio nel giorno che a Quiliano si festeggia la Granaccia e i vini rossi di Liguria, nel pomeriggio di domenica 11 giugno, ci sembra giusto sottolineare come a Roccavignale, Val Bormida, abbia preso vita un importante e rivoluzionario progetto per sfruttare le terre incolte e riportare nel paese una coltivazione significativa di uve Granaccia che, come dicono gli antichi documenti, un tempo caratterizzavano la zona che ha una altitudine compresa tra i 420 e i 960 metri sul livello del mare. Dall’idea alla realizzazione ci sono voluti un paio d’anni ma, in queste settimane, il progetto si è trasformato in realtà. Racconta il sindaco Amedeo Fracchia: “La storia nasce da un post pubblicato dall’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai nel novembre 2015 che annunciava la possibilità di acquistare i diritti di impianto messi a disposizione della Regione. Tre amici hanno avuto l’idea e, con l’aiuto dell’Unione Europea, della Regione Liguria, di alcuni consulenti e di tanti roccavignalesi hanno lavorato per realizzare il sogno. Ottenuti i permessi abbiamo fondato l’azienda agricola Riccavinealis. Quindi abbiamo comprato da molti roccavignalesi le terre, non è stato difficile perchè tutti sono stati contenti che le terre abbandonate fossero riutilizzate. Ci è voluto un anno per acquistare, scassare, arare, concimare prima di poter impiantare le viti, acquistate da vivai liguri e francesi”. Secondo gli enologi la Granaccia di Roccavignale potrà produrre vino fresco, moderno, con sentori originali. Se, come si spera, l’esperimento avrà successo potrà essere ripetuto in altri comuni valbormidesi, una occasione di rilancio nel nome del vino, così come già succede nella Langa piemontese, a pochi chilometri da Roccavignale. 

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…