Rap in dialetto per non perdere la tradizione

Michele Ferroni, in arte Mike from Campo, è un giovane rapper di Campomorone, nell’entroterra genovese, che ha escogitato un modo originale per coniugare l’amore per la musica moderna e le sue sonorità con la tradizione ed il dialetto genovese.

I suoi brani, scanditi da un accentuato ritmo “rap” e cantati in lingua “zeneize”, sono pervasi infatti da una miscellanea di affetto, legame inscindibile, tenerezza e fierezza unito al senso di ribellione, di stretto, di voglia di scappare, di mugugno nei confronti di una città che da anni sembra incapace di tenersi stretta i suoi ragazzi.

Ascoltando la sua musica e le sue parole, si capisce come Genova possa continuare ad essere protagonista di uno straordinario panorama musicale, nato con la cosiddetta Scuola Genovese, che ha segnato la storia della canzone d’autore italiana con i grandi Fabrizio De André, Bruno Lauzi, Luigi Tenco e Gino Paoli, i nomi più rilevanti di un gruppo di amici che cominciò, quasi per gioco a comporre musica nelle ore trascorse insieme al Bar Igea in via Cecchi, ma finì per influenzare tutte le successive generazioni di musicisti.

Ma anche considerando la musica dialettale, non vi sono soltanto esponenti come Franca Lai, i Buio Pesto, i Trilli, Piero Parodi,

Ascoltate il brano che trovate in questo post e giudicate la bontà del lavoro di Mike from Campo ed i sentimenti che la musica e le parole suscitano in voi.

Traduzione testo

Esci, gridi che sei arrivato, apri gli occhi, viene il sole: è tutto illuminato. Non capisci cosa sia, ma la senti, la sensazione di esser legato a questa terra dai primi momenti. Ti sceglie lei, ti sta dietro come fosse tua madre e se tu non hai voglia di sentirla, di guardarla, di capire di rispettarla, non cresci, non riesci ad andar lontano senza le radici. Sta distesa e se con i passi la calpesti, non si arrabbia, neanche con gli stranieri; paesaggi stupendi su per le sue salite, discese e valli verdi bagnate dai torrenti. Il vento e l’orizzonte, le “creuze” su per il monte, l’aria dal mare: odore di sale che si diffonde, fino nei paesi dell’entroterra, fino a dove si lottava quando c’era ancora la guerra. Ed è così che mi trovo sui sentieri andando a piedi, su per i monti dietro alla mia città, dove la luce è speciale con la sua immensità, lontano vedi il mare, in mezzo ci sta Lei.

Ritornello
Distesa in un abbraccio tra i monti e il mare, è qui che mi sento a casa, con i suoi borghi, le sue bontà e i suoi vecchi mestieri. Fin da bambino qui ho dato i miei primi respiri, non potrò dimenticarla, perché siamo come pietre nella terrazza della sua storia millenaria.

Cime innevate ti riparano di inverno, quando il vento fa arrabbiare il mare, sembra un inferno. In primavera con i peschi in fiore, d’estate non ci sono parole: è un respiro il tuo colore. D’autunno con il profumo delle caldarroste, andare per funghi per poi fare il sugo con le solite compagnie; se piove troppo sono disastri e c’è da piangere, ma ci sono giovani per questa terra pronti a rompersi le braccia, perché la solidarietà è più importante, non è vero che noi siamo solo per i soldi Siamo preoccupati per un futuro senza certezze, vorremmo avere un lavoro fisso, mica le ricchezze. Un tempo patria di pescatori e marinai, ora fabbriche chiuse e cassaintegrati, e quanto cemento, a volte anche sul cuore, mi dà un brivido pensare come eravamo ieri e come siamo oggi… Ma sono nato qui e prima non lo capivo, cammini su una strada: c’è sempre un motivo; forse inutile, ma io lo so, ti ringrazio, in fondo ti devo quello che ho.

Ritornello

A volte paura di non farcela più, mi viene un peso sul cuore, mi sento tirare giù, allora comincio a scrivere con questo linguaggio, sarà che mi ricorda i vecchi, ma mi dà tanto coraggio. Penso al ridere che ci siamo fatti insieme, come le raccontavi tu, non le raccontava nessuno, ora siamo distanti e mi guardi da lassù, ma il ricordo resta bello come la nostra regione.

Ritornello


Mike fC aka Mike from Campo