Rappresentare il gesto ad Andora

“Il gesto ed il linguaggio del corpo” è il titolo della conferenza che si terrà nel Museo Mineralogico di Palazzo Tagliaferro di Andora, sabato 17 dicembre, alle 18, in concomitanza con il Finissage della Mostra “Sing of Life – rappresentare il gesto” di Vania Comoretti. Un’occasione per approfondire i temi di questa coinvolgente mostra, aperta al pubblico dalle 15 alle 19 nata in occasione del Festival della Scienza di Genova che aveva quest’anno come parola chiave il termine “segni”. Si tratta di un corpus di opere dell’artista in armonico dialogo con gli oltre 5000 esemplari di minerali esposti nel museo e che fanno parte di due serie di lavori dell’artista “inTRA” e “Sign”. Opere affascinanti in cui il tratto dell’artista ha saputo cogliere i segni che il tempo lascia su mani e visi e quelli lasciati sulla pelle dagli oggetti di uso quotidiano. Sono visibili, infatti, sulla superficie del corpo frammentato, i segni provocati dalla pressione costante di accessori e indumenti intimi, sempre presenti sul corpo durante la nostra vita.Sempre a Palazzo Tagliaferro, ma nel Centro di Cultura Contemporanea è prorogata fino al 28 febbraio 2017 la mostra “Motori dell’Immaginario – Fuochi Narrativi del Fermo Immagine” Vis-à-Vis Abbas Kiarostami e Vincenzo Cabiati che propone una visione nuova sull’opera del regista Palma d’oro al Festival di Cannes. Si tratta del primo evento di spicco, dopo il ricordo tributato dal Festival cinematografico di Venezia, realizzato in ricordo del regista recentemente scomparso.

 L’esposizione confronta una selezionata serie fotografica in bianco e nero, intitolata Strade/Roads e un’altra significativa serie a colori, intitolata Il Muro/The Wall, del grande fotografo e regista iraniano, con le splendenti installazioni di ceramica, le oniriche teche di plexiglass, le seducenti suggestioni filmiche, dell’artista italiano Vincenzo Cabiati, milanese ma nativo di Vado Ligure.

La sala esposizioni di Palazzo Tagliaferro, è aperta dal giovedì al sabato, dalle 15 alle 19. 

 

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…