Renato Pagnoncelli, un milanese “vicino al mare più azzurro”

Ciò che Milano ci ha da sempre invidiato è il mare. Hai un bel che dire “Milano da bere”… e giù a coniare una serie di slogan che ci raccontano le immagini della giornata milanese, una città che «rinasce ogni mattina, pulsa come un cuore; Milano è positiva, ottimista, efficiente; Milano è da vivere, sognare e godere»

Eppure Milano in un certo senso ce l’ha il mare. Perché il mare della Liguria è un po’ anche dei milanesi, schiere di vacanzieri che ogni estate la eleggono mèta delle loro villeggiature al mare. Perché il mare è a meno di due ore da Milano.

Anche Renato Pagnoncelli, architetto, ha trascorso in Liguria non solo le vacanze estive per tutta l’infanzia e l’adolescenza (da buon milanese…), ma anche altri lunghi periodi di svago da adulto.

Ed ama Renato la Liguria, tant’è che fra le poesie che egli predilige scrivere, e che fanno parte dell’ultima sua fatica letteraria appena pubblicata, la raccolta “Nato di marzo”, ve ne sono due che rappresentano un omaggio alla terra di Liguria ed al suo mare: “Una conchiglia” e “Vicino al mare più azzurro”.

Entrambe sono comparse nella raccolta “Versi liberi”. La prima racconta di una conchiglia e ricorda in un verso la “Canzone di Marinella” di Fabrizio De Andrè. La seconda, più ermetica, è un flash del fine giornata al mare, quando il sole lambisce e colora di rosso tutto ciò che sfiora.

Una conchiglia

Mi guarda quella conchiglia rossa
fra i mille sassolini bianchi.
Chissà che cosa vorrà dirmi, lassa,
quel cadavere di mare che parla.

La sua bocca asciutta e spessa
sembra tremula come labbri stanchi,
ma dentro romba voce di onda grossa
che ripete, perché possa capirla.

Narra che in sé un tempo era la vita
giace ora morta, vuota eppure saggia.
Un’onda che la vide così seria,

bella color cremisi e screziata,
la gettò senza vita sulla spiaggia
perché potesse raccontare la sua storia.

Vicino al mare più azzurro

Il sole arriva.
Viene rosso al tramonto
onda dopo onda.
Guardo il mare con occhi
più ampi dell’orizzonte.

In questi giorni è stato pubblicato il libro di poesie “Nato di marzo”, che raccoglie una selezione delle poesie che Renato Pagnoncelli ha scritto negli ultimi dieci anni, che sono anche i primi nei quali si è avvicinato a questa forma di espressione. La sua è una poesia che ricerca la semplicità. Versi leggibili, fatti di immagini, sensazioni, emozioni, all’interno dei quali si possono trovare riflessioni sulla vita e sul tempo in cui viviamo.

Biografia

Nato a Milano il 19 marzo 1961, si laurea alla Facoltà di Architettura, nel capoluogo meneghino, il 19 ottobre 1987. L’autore vanta dunque una formazione culturale tecnica e artistica. Come letterato è autodidatta. Ha trasposto la sua esperienza compositiva architettonica precedente in quella poetica come elemento connotante dell’idea stessa di poesia. Una ricerca cominciata per definire una visione e uno spazio alla poesia di oggi. La capacità di visione critica indipendente è l’unica cosa che conta veramente di lui.

Da anni cura il suo blog di poesia “Libera Associazione della Spada”.