Revelli e Fini ad Albissola a parlare di modernità e politica 

Venerdì 18 agosto alle 21,15 in Piazza Concordia ad Albissola Marina per Parole Ubikate in mare dibattito sul tema “La modernità oggi: deficit di rappresentanza e di pensiero critico”. Partecipano il sociologo Marco Revelli e il filosofo Massimo Fini con la presentazione dei libri “Populismo 2.0” (Einaudi) e “La modernità di un antimoderno” (Marsilio). Introduce Renata Barberis. Due grandi scrittori e pensatori insieme a Parole Ubikate, per parlare del mondo d’oggi, della crisi sociale, culturale, economica e politica che stiamo attraversando. 

Fini da anni critica i capisaldi della nostra società: la democrazia, l’economia, la tecnologia, la pretesa totalitaria dell’Occidente di ergersi a ‘cultura superiore’, mettendo a nudo le pesantissime ricadute che questo modello ha sulla nostra vita: nevrosi, depressione, alcolismo, psicofarmaci.

 

Revelli analizza invece come la crisi attuale tenda a sviluppare nuovi populismi, da Trump a Le Pen. Il populismo è sempre indicatore di una crisi di rappresentanza che si estende alla forma democratica stessa. È il segno più preoccupante del rapido impoverimento delle classi medie occidentali sotto il peso della crisi economica; ma anche della sconfitta storica del lavoro (e delle sinistre che lo rappresentarono) nel cambio di paradigma socio-produttivo che ha accompagnato il passaggio di secolo.

 

 

Marco Revelli (Cuneo, 1947) figlio del partigiano e scrittore Nuto Revelli, è docente di Scienza della politica all’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”. Si è occupato prevalentemente dell’analisi dei processi produttivi e delle forme politiche del Novecento. Fra i suoi ultimi libri ricordiamo: “Le due destre: le derive politiche del postfordismo” (Bollati Boringhieri, 1996), “La sinistra sociale” (Bollati Boringhieri, 1999). Per Einaudi ha curato il testo di T. Ohno, “Lo spirito Toyota” («Einaudi Contemporanea», 1993). Nel 2003 ha pubblicato il saggio “La politica perduta” («Vele») e nel 2006 “Oltre il Novecento” (PBE Ns). Nel 2010 “Poveri, noi” («Vele») e nel 2013 “Finale di partito” («Vele»).

Fra i suoi ultimi libri ricordiamo “La lotta di classe esiste e l’hanno vinta i ricchi. Vero!” (Laterza), 2014; e “Non ti riconosco. Un viaggio eretico nell’Italia che cambia” (Einaudi), 2016

 

Massimo Fini (Como, 1943) giornalista, editorialista de Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino. Lavora per Il Fatto Quotidiano e Il Gazzettino, ha fondato il mensile La voce del ribelle, ha fondato il movimento politico Mz (Movimento Zero), che si propone la lotta alla globalizzazione e il ritorno graduale all’autoproduzione. Tra i libri: La ragione aveva torto? (saggio d’esordio, Camunia, 1985), Il denaro, sterco del demonio (1998), Dizionario erotico, manuale contro la donna a favore della femmina (2000) e Ragazzo. Storia di una vecchiaia (2007), tutti editi da Marsilio. Nel 2009 il primo romanzo: Il Dio Thoth (Marsilio). Nel 2010 pubblica una raccolta di suoi articoli: Senz’anima. Italia 1980-2010 (Chiarelettere), seguito da La guerra democratica (Chiarelettere).

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Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…